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Fede musulmana e pregiudizio nel bellunese, il ruolo dell'orientamento religioso, delle variabili di personalità e delle emozioni

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Anteprima della tesi: Fede musulmana e pregiudizio nel bellunese, il ruolo dell'orientamento religioso, delle variabili di personalità e delle emozioni, Pagina 7
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Elemento comune delle definizioni attribuite da studiosi che hanno dedicato la loro 
vita allo studio ed approfondimento del fenomeno, è il suo essere un orientamento 
sociale nei confronti di certi individui per il fatto che essi appartengano a particolari 
gruppi. Il pregiudizio di gruppo ha, in second’ordine, una connotazione negativa. Più 
che sulla forma positiva, gli studiosi si concentrano sulla comprensione della sua 
caratteristica negativa.  
Lungo questa direzione si muove l’analisi di Rupert Brown, che adotta la seguente 
definizione di pregiudizio: “Il mantenimento di atteggiamenti sociali o credenze 
cognitive squalificanti, l’espressione di emozioni negative o la messa in atto di 
comportamenti ostili o discriminatori nei confronti dei membri di un gruppo per la loro 
sola appartenenza ad esso” (Brown 1997, p. 15). Secondo lo studioso è utile non 
considerare il pregiudizio come un fenomeno cognitivo o attitudinale e prestare invece 
attenzione alle sue componenti emotive ed espressioni comportamentali. Per Brown il 
pregiudizio è un fenomeno che trae le sue origini da processi di gruppo per tre ragioni. 
In primo luogo perché rappresenta un orientamento nei confronti di categorie 
complessive di persone, più che di individui isolati. In secondo luogo, rappresenta un 
orientamento socialmente condiviso e in terz’ordine la relazione tra gruppi stessi gioca 
un ruolo di fondamentale importanza nella formazione del pregiudizio stesso. Aderire 
ad un approccio psicosociale significa sposare l’assunto di una natura intergruppi del 
pregiudizio. Per Brown era utile adoperare una distinzione rimarcata da Sherif (1966) e 
Tajfel (1978): quella tra individui che agiscono singolarmente e individui che agiscono 
in quanto membri di gruppi, nel contesto di uno studio del fenomeno fondato nel 
gruppo e come cognizione, emozione e comportamento individuale. Sempre secondo 
Brown, per comprendere appieno il pregiudizio è necessario inquadrarlo in un 
macrolivello di analisi in cui, oltre alla psicologia ed alla prospettiva psicosociale, 
rientrino le discipline della politica, economia, storia e strutturazione della società.  
 
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Informazioni tesi

  Autore: Eleonora Riva
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia del lavoro e delle organizzazioni
  Relatore: Alberto Voci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 118

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