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Formazione e interesse del lavoratore alla stabilità del rapporto nella prospettiva del giustificato motivo di licenziamento

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formazione a carico del datore di lavoro, essendosi limitata a promuovere, tramite 
l’intervento finanziario, le attività formative (l’eventuale previsione di obblighi di 
questo tipo è invece demandata alla contrattazione collettiva o al contratto 
individuale13).  
 
 
 
 
 
 
 
 
 
                                                          
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 Se, infatti, come afferma M. NAPOLI, Disciplina del mercato del lavoro ed esigenze formative, in 
Rivista giuridica del lavoro, II, 1997, p. 263, “devono essere individuati dalla legge e dalla 
contrattazione collettiva gli istituti che permettono l’effettivo esercizio” del diritto alla formazione dei 
lavoratori, non si può negare che, per molti anni, solo l’autonomia collettiva si è impegnata nella sua 
concreta attuazione. Basti pensare al riguardo che già nel 1966 la Rudan (M. RUDAN, Il contratto di 
tirocinio, Milano, Giuffrè, 1966, p. 470) evidenziava che, dall’esame di alcuni contratti collettivi, 
sembrava emergere una nuova tendenza, che vedeva l’addestramento pratico gradualmente 
consolidarsi nella prassi dei rapporti di lavoro e la relativa funzione inserirsi persino nella struttura del 
contratto di lavoro, entrando a far parte del suo contenuto negoziale. Trattavasi, secondo l’Autrice, di 
una tendenza contrattuale nuova e tutta da verificare negli sviluppi, che avrebbe potuto condurre ad 
uno innesto stabile della componente “istruzione professionale” entro lo schema tipico del contratto di 
lavoro subordinato, come oggetto di un dovere dell’imprenditore, a latere dell’obbligo di pagare la 
retribuzione. Afferma però l’Autrice al riguardo, «che tutto ciò forma oggi il contenuto, per giunta 
ancora impreciso, di una mera aspettativa: gli sporadici dati contrattuali che hanno suggerito le 
presenti osservazioni costituiscono poco più di un primo embrionale indizio di un fenomeno proiettato 
nel futuro. […] Ciò non toglie, comunque, che la costatazione del riferito dato d’esperienza imponga 
di tenere fin d’ora presente la prospettiva di un ampliamento e di una generalizzazione dell’impegno 
dell’imprenditore all’addestramento delle proprie maestranze, a tutti i livelli. Con la possibile 
conseguenza, secondo quanto si diceva poco fa, di una progressiva caratterizzazione della fisionomia 
del rapporto di lavoro: nel senso di considerarvi insita, in certo modo, anche la funzione 
dell’insegnamento professionale». 
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Informazioni tesi

  Autore: Valentina Di Berardino
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni internazionali
  Relatore: Francesco Liso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 70

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formazione continua
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formazione e contratto di lavoro
formazione permanente
formazione professionale
giustificato motivo di licenziamento
innovazione tecnologica e licenziamento
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