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Gli USA e la difesa strategica: da Ronald Reagan a George W. Bush

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Anteprima della tesi: Gli USA e la difesa strategica: da Ronald Reagan a George W. Bush, Pagina 9
 9 
chiedeva che per il secondo round di negoziati, i lanciatori ICBM e il 
carico fossero bilanciati secondo il principio di equivalenza
12
.  
I MIRV furono quindi l'oggetto della negoziazione del SALT II firmato 
nel 1979, ma mai ratificato dal Congresso. Esso prevedeva dei limiti 
validi per entrambe le superpotenze a 2400 tra ICBM, SLBM, MCBM 
e ASBM (missili balistici aria-superficie)
13
. Ciascuna parte aveva il 
diritto di determinare la composizione di questi livelli aggregati, ma 
solo 1320 lanciatori sarebbero potuti essere dotati di testate  nucleari 
multiple (MIRV)
14
. Inoltre si sanciva il divieto di aumentare il numero 
di testate sui tipi esistenti di ICBM, un limite di 14 testate su SLBM e 
di 28 per i missili da crociera a lungo raggio. 
Nonostante ciò, anche questo trattato non placò le preoccupazioni 
americane. Gli oppositori del Trattato non lesinarono, sin dall’inizio, 
critiche su ogni aspetto dello stesso. Il SALT II era ritenuto inefficace e 
incompleto, poiché era basato su quell’illusione che era la distensione. 
Secondo i critici, i sovietici avevano approfittato pienamente di questa 
situazione per continuare ad ampliare il proprio arsenale missilistico. 
Fautore dell’allarmismo che si diffuse degli Stati Uniti fu il Committee 
on the Present Danger, una commissione  composta sia da democratici 
sia da repubblicani uniti dalla comune preoccupazione per lo 
svantaggio strategico statunitense
15
. Il Committee on the Present 
Danger venne creato ufficialmente nel novembre del 1976 da Paul 
Nitze, Charls Walker (ex sottosegretario della Difesa), David Packard 
(proprietario della Hewlett-Packard, che fornì i fondi iniziali 
all’organizzazione) e Gene Rostow (sottosegretario di Stato durante la 
presidenza Johnson)
16
. Subito dopo la sua istituzione, la Commissione 
                                                          
12
 Strobe Talbott, op. cit., p. 134-135; Paul H. Nitze, Ann M. Smith, Steven L 
Rearden,  From Hiroshima to Glasnost - At the Center of Decision, New York, Grove 
Press, New York, 1989, p. 335; Lawrence Freedman, The Evolution of Nuclear 
Strategy, New York, The MacMillan Press LTD, 1989, p.357,369 
13
 Si precisò che, a partire dal 1° gennaio 1981, sarebbe iniziato lo smantellamento 
portando il numero degli ordigni nucleari da 2400 a 2250. 
14
 Di questi 1320 al massimo 1200 doveva essere costituito da lanciatori ICBM, 
SLBM, ASBM equipaggiati con MIRV e di questi 1320 solo 820 dovevano essere i 
lanciatori ICBM con MIRV. 
15
 Per far fronte a questa preoccupazione il Segretario della Difesa elaborò più tardi la 
cosiddetta “strategia di compensazione” racchiusa nella Direttiva Presidenziale 59 
approvata nel 1980 da Carter.  
16
  Tuttavia, già nel giugno 1976, durante la presidenza Ford, George H. Bush, 
nominato nuovo direttore della CIA, creò un gruppo formato da esperti al di fuori 
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Informazioni tesi

  Autore: Simona De Marzo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Internazionali e Diplomatiche
  Relatore: Mario Del Pero
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 209

FAQ

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bmds
george w. bush
ronald reagan
scudo spaziale
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strategic defense

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