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I componenti straordinari di reddito secondo i principi contabili internazionali

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Anteprima della tesi: I componenti straordinari di reddito secondo i principi contabili internazionali, Pagina 7
Capitolo 1 
 
6 
a) per associazione di causa ed effetto, in modo analitico e diretto o sulla base di 
assunzioni del flusso dei costi; 
b) per ripartizione dell’utilità pluriennale su base razionale e sistematica; 
c) per imputazione diretta al Conto Economico dell’esercizio, perchØ i costi 
sostenuti esauriscono la loro utilità nell’esercizio stesso, oppure viene meno 
l’utilità futura di costi che erano stati sospesi in esercizi precedenti. 
L’esposizione in merito al principio della prudenza risulta parzialmente lacunosa, 
soprattutto se la confrontiamo con quella della IV Direttiva comunitaria. In quest’ultima 
si prevede di “tenere conto di tutti i rischi prevedibili ed eventuali perdite che traggono 
origine nel corso dell’esercizio o di un esercizio anteriore”; essa risulta piø incisiva 
rispetto alla norma civilistica. Il codice non fa menzione dell’obbligo di considerare 
anche gli effetti economici dei rischi e delle perdite di competenza degli esercizi 
precedenti ed inoltre non si fa alcun riferimento all’obbligo di considerare i 
“deprezzamenti”, ossia ammortamenti e svalutazioni indipendentemente dal segno del 
risultato economico.  
Se guardiamo ai principi contabili nazionali (OIC 11), notiamo che essi concordano 
con la normativa civile nell’affermare che la regola essenzialmente consta nel non 
contabilizzare i profitti non realizzati, e fare sì che tutte le perdite anche se non 
definitivamente realizzate vengano riflesse in bilancio. Anche per i principi contabili il 
principio della prudenza rappresenta uno degli elementi fondamentali del processo 
formativo del bilancio. Diversa invece risulta la concezione con la quale il principio di 
prudenza viene accolto nei principi contabili internazionali– IAS -; la prudenza infatti è 
intesa come considerazione di un certo grado di cautela nell’esercizio dei giudizi 
utilizzati per le stime che si rendono necessarie in condizioni di incertezza, in modo da 
non sopravvalutare le attività e i proventi e non sottovalutare le passività e i costi. 
Un’ulteriore principio che ci guida nella determinazione del reddito d’esercizio – 
cioè nella determinazione della variazione del capitale di bilancio attribuibile alla 
gestione svolta in ciascun periodo amministrativo in cui si suddivide la vita complessiva 
dell’impresa
10
 - è quello della competenza. Il codice civile recita: “si deve tener conto 
dei proventi e degli oneri di competenza dell’esercizio, indipendentemente dalla data 
                                                           
10
Erasmo Santesso, Ugo Sòstero, 2006. Il bilancio: principi generali, struttura e regole di valutazione. 3a 
edizione. Milano: Il Sole 24 Ore Norme e Tributi.
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Informazioni tesi

  Autore: Evelin Comper
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Trento
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Gestione Aziendale
  Relatore: Michele Bertoni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 91

FAQ

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