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I fondi comuni di investimento mobiliare aperti di diritto italiano ed il benchmark

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1. Il mercato del risparmio gestito 
 
 
17 
L’art. 1 – c. 1 della L. 1/91 definiva l’attività di intermediazione mobiliare (oggi 
servizi di investimento), elencando specifiche tipologie di attività: 
a. negoziazione per conto proprio o per conto terzi, ovvero sia per conto proprio 
che per conto terzi, di valori mobiliari; 
b. collocamento e distribuzione di valori mobiliari con o senza preventiva 
sottoscrizione o acquisto a fermo, ovvero assunzione di garanzia nei confronti 
dell’emittente; 
c. gestione di patrimoni, mediante operazioni aventi ad oggetto valori mobiliari; 
d. raccolta di ordini di acquisto o vendita di valori mobiliari; 
e. consulenza in materia di valori mobiliari; 
f. sollecitazione del pubblico risparmio effettuata mediante attività anche di 
carattere promozionale svolta in luogo diverso da quello adibito a sede legale o 
amministrativa principale dell’emittente. 
Veniva istituita una nuova figura di intermediario: la società di intermediazione 
mobiliare. Alle SIM erano riservate le attività di cui all’art. 1 nonché lo svolgimento 
di servizi di investimento accessori (attività di custodia e amministrazione di valori 
mobiliari, di finanziamento dei contratti di borsa, di negoziazione per conto terzi di 
valute in borsa) e l'esercizio delle altre attività connesse e strumentali a quelle di 
intermediazione. 
La gestione di patrimoni individuali mobiliari veniva ricompresa nel novero delle 
attività di intermediazione mobiliare (art. 1 – comma 1 – lettera c). Essa era 
consentita alle SIM (art. 8) ed alle banche (art. 16), nonché alle società fiduciarie 
iscritte in una sezione speciale dell’albo delle SIM (art. 17). Le SIM e le banche 
potevano svolgere l’attività di gestione di patrimoni mobiliari in nome e per conto 
del cliente, le fiduciarie in nome proprio e per conto di quest’ultimo.  
La legge sulle SIM ha introdotto nell’ordinamento giuridico italiano la “vigilanza 
per finalità”; all’art. 9, comma 1 è previsto che “la vigilanza sulle SIM sia esercitata 
dalla Consob  per quanto riguarda gli obblighi di informazione e correttezza e la 
regolarità delle negoziazioni in valori mobiliari e dalla Banca d’Italia per quanto 
riguarda i controlli di stabilità patrimoniale”. 
 
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Informazioni tesi

  Autore: Michela Marchi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Sergio Paci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 216

FAQ

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