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I libretti di deposito a risparmio

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Anteprima della tesi: I libretti di deposito a risparmio, Pagina 8
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uniformi, costituiva una variante dei libretti al portatore, poichØ lo stesso 
articolo stabiliva che il libretto di risparmio Ł al portatore  anche se 
intestato ad un nome di una persona o Ł in altro modo contrassegnato . In 
tali tipi di libretti, pertanto, la presenza di un contrassegno nominativo 
rappresentava un semplice mezzo d’identificazione del documento 
nell ambito di altri della stessa serie, senza che ci  andasse ad influire sugli 
estremi della legittimazione a riscuotere. 
La tipologia di libretti esaminata veniva arricchita da quanto disposto 
dall art. 23 del T.U. n. 967 del 1929 13, che prevedeva la facolt , riservata 
alle Casse di Risparmio, di attivare, qualora tale possibilit  fosse stata 
contemplata dai loro statuti, una categoria speciale di libretti nominativi per 
determinati istituti di beneficenza e classi di persone aventi caratteristiche 
specifiche14. Con la delibera del 5 ottobre 1961, il CICR15 estendeva a tutte 
le aziende di credito la possibilit  di attivare tali tipi di libretti; si tratta dei 
cosiddetti  libretti di piccolo risparmio speciale  il cui intento, attraverso 
una loro migliore remunerazione, era quello di favorire e tutelare in modo 
migliore il risparmio. Al riguardo, taluno ha ritenuto che tale normativa non 
                                                 
13Allo stato attuale abrogato, come detto, dall art. 161.1 del t.u. delle leggi bancarie e 
creditizie. 
14Caratteristiche rinvenibili nei seguenti punti: 1) la previsione di un limite piø basso 
relativamente al minimo di ciascun versamento; 2) un limite previsto nel deposito fruttifero; 
3) un saggio piø alto nell interesse previsto. 
E  disposto inoltre che, quei libretti, non devono oltrepassare una determinata proporzione 
con la somma totale depositata. 
15La notizia di tale delibera Ł riportata in ABI, La legge bancaria, Roma, 1978, I, 357. 
Analoghe norme a quelle stabilite per le casse in tema di libretti speciali erano previste, 
peraltro, anche per le banche popolari - art. 11 del d.l. 20 febbraio 1948, n.105- e per le 
casse rurali ed artigiane - art. 14, comma 2 del T.U. approvato con r.d. 26 agosto 1937, n. 
1706 e successive modificazioni-. 
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Informazioni tesi

  Autore: Claudio Cautiero
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli studi di Napoli "Parthenope"
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Renato Santagata De Castro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 479

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Parole chiave

conti dormienti
depositi bancari
i libretti di deposito a risparmio
legge antiriciclaggio

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