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I mille volti del privato sullo schermo: tendenze ed apparenze nella programmazione televisiva

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Anteprima della tesi: I mille volti del privato sullo schermo: tendenze ed apparenze nella programmazione televisiva, Pagina 10
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1.2. "Come ti chiami? Da dove ci chiami?"… : la tv degli anni '80. 
 
 
   Se la televisione è lo specchio della società (per riprendere un suo slogan tanto 
amato… quanto abusato), l'immagine che vi si riflette, negli anni '70 - '80, è quella di 
una collettività che appare completamente trasformata rispetto al ventennio precedente: 
più agiata e individualista, più spontanea e desiderosa di sognare... insomma, una 
società più a colori.(12) Un cromatismo di nuove identità, stili di vita, atteggiamenti, 
attese che l'apparato televisivo di stato - almeno da solo - non pare più in grado di poter 
rappresentare.  
   Si può comprende meglio, allora, il senso dell'affermazione vista sopra (“il destino 
della Paleotelevisione era la Neotelevisione”): era cioè, in certo senso,  inevitabile 
l'avvento di un nouveau règime televisivo in grado di dar volto, corpo e voce al bisogno 
di “fantasmagorie” della nuova complessità sociale. (13)     
   E' su tali premesse che, verso la metà degli anni '70, prendono corpo alcuni 
provvedimenti legislativi volti a mutare l'assetto del sistema televisivo nazionale. 
Innanzitutto vi è il varo della legge 103/75 (detta “Riforma della Rai”) che separa da un 
punto di vista organizzativo i tre canali della rete (il 2° canale era nato nel 1961, il 3° 
aprirà ufficialmente i battenti nel 1979) e dà di fatto inizio ad un regime di concorrenza 
interna all'azienda con il conseguente sviluppo di nuove ipotesi nella costruzione di 
palinsesti. 
   L'anno successivo, poi, la sentenza n. 202/76 della Corte Costituzionale sancisce la 
nascita dell'emittenza privata e pone così le basi per un cambiamento radicale nel 
panorama televisivo (con una felice espressione, è stato detto che essa ha dato “agli 
italiani la emozionante sensazione del telecomando”.) (14) 
   La “liberalizzazione dell'etere”, in effetti, permette il proliferare di centinaia di Tv 
locali (la spensierata “stagione dei cento fiori”) con il conseguente, vertiginoso aumento 
dell'offerta generale dei programmi. Da un lato, le reti Rai - agendo in un'ottica di 
complementarità tra i due canali - iniziano una strategia volta ad incrementare l'ascolto 
complessivo (vengono colonizzate anche le fasce orarie “storicamente” lasciate vuote); 
dall'altro le neonate emittenti private cominciano ad approntare i loro primi, 
approssimativi palinsesti (un miscuglio di generi e programmi senza una precisa logica 
di impaginazione, una sorta di  tv-marmellata, come è stata definita...). 
   Sono anni di transizione ma già vi compare il seme di quel nuovo modo di “intendere” 
e “fare” televisione che troverà la sua completa maturazione negli anni '80, con 
l'affermarsi dei tre network commerciali della Fininvest (Canale 5, Italia 1, Rete 4) e 
l'instaurarsi di un regime di concorrenza pubblico-privato che il varo della legge 
Mammì verrà qualche anno dopo a legittimare. (15)  
   Il transito dalla Paleotelevisione alla Neotelevisione può dirsi a questo punto 
definitivamente avviato...  
   Un ventennio di Neo-Tv ha prodotto migliaia di programmi ed una quantità enorme di 
riflessioni critiche che ne hanno investigato tutti gli aspetti: teorie sociologiche, analisi 
antropologiche, interpretazioni psicologiche, punti di vista letterari, studi di marketing, 
ricerche  statistiche...,  insomma  un  vero  e  proprio  flusso  di materiale  dal quale pare 
difficile, talvolta, estrapolare buoni contenuti senza farsi assalire dal dubbio di averne 
tralasciati altri altrettanto validi se non  migliori (non ci accade lo stesso ogni volta che 
guardiamo la Tv?). 
   Come procedere allora? L’impulso più immediato è quello di vestire i panni del 
telespettatore, immergersi nel flusso e procedere a zapping… 
   E perché non iniziare la “navigazione” riflettendo proprio sullo strumento che ce la 

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I mille volti del privato sullo schermo: tendenze ed apparenze nella programmazione televisiva

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Informazioni tesi

  Autore: Luciana Ridolfi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Giovanni Boccia Artieri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 123

FAQ

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Parole chiave

privato
tendenze televisive
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