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I nuovi approcci alla misurazione del benessere e il peso delle differenze sociali

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multidimensionale, capire quali sono le dimensioni che lo compongono e i fattori 
che lo determinano resta una delle questioni più problematiche per i ricercatori.  
L’obiettivo del presente lavoro è stato quello di dare spazio al dibattito che 
si è sviluppato soprattutto negli ultimi anni a livello internazionale, relativo alla 
definizione e misurazione del benessere degli individui. Infine, si è cercato, 
attraverso un’esperienza empirica, di mostrare l’importanza di elaborare una 
concezione di benessere di tutti, capace di rappresentare gli interessi delle 
diversità che compongono le nostre società. 
Nel primo capitolo, al fine di affinare la nostra conoscenza sui motivi che 
hanno portato alla nascita del PIL, sarà innanzitutto tracciato lo scenario storico 
che ha giustificato l’applicazione di misure risorsiste per la misurazione della 
crescita di un paese. La contabilità nazionale costituisce uno strumento essenziale 
per l’orientamento degli attori economici nell’assunzione delle decisioni, per la 
valutazione delle politiche e per la previsione del futuro delle società in cui 
viviamo (Panico e Sapienza, 2010). Dai libri di testo alle pagine di giornale, per 
non parlare delle stanze della politica mondiale, il PIL ha contribuito a plasmare 
l’idea di benessere di una società, nonostante sia stato originariamente sviluppato 
come strumento per una valutazione strettamente economica. È indubbio che uno 
dei concetti più ricorrenti, premiato dal successo presso il grande pubblico fin 
dalla sua creazione, sia il Prodotto interno lordo (PIL) (D’Ovidio, 2009). Va 
comunque sottolineato che il successo del PIL non si regge solo sulla relativa 
facilità di calcolo, ma soprattutto sulla possibilità di produrre una misura sintetica 
con cui comparare le performance di diversi paesi e plasmare interventi di politica 
economica, essendo quindi un vero strumento di monitoraggio e informazione per 
la politica di un paese (Carraro, Cruciani, Lanzi, e Parrado, 2011). Nonostante 
tutti o quasi siano consapevoli dei suoi grandi limiti nella misurazione del 
benessere, esso è riuscito ad assumere un ruolo di feticcio: una vera e propria 
ossessione planetaria che ha coinvolto governanti, studiosi, imprenditori e 
consumatori (Campiglio, 2010). Infatti, a livello di percezione sociale, il PIL 
rappresenta molto più di un semplice numero utile agli economisti per valutare il 
peso di un’economia, ma assurge ormai a vero e proprio rilevatore di salute del 
sistema economico, ma anche di un popolo e del suo benessere generale. Secondo
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Informazioni tesi

  Autore: Enrico Novissimo
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Enrico Rebeggiani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 136

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