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I prelievi biologici coattivi nel procedimento penale

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8 I prelievi biologici coattivi l’entità delle misure coercitive in relazione alla situazione concreta, e, riservandole alle sole fattispecie di una certa gravità. La Corte condivise le censure del rimettente e, pertanto, dichiarò la questione fondata. Osservò infatti, che il prelievo ematico coattivo implica una restrizione della libertà personale, realizzandone una invasione, cui si aggiunge anche quella della sfera corporale della persona (pur senza normalmente comprometterne l’integrità fisica, la salute psico-fisica, né la dignità in quanto “pratica medica di ordinaria amministrazione”; nello stesso senso si era pronunciata la sent. 54 del 1986) ; dalla quale sottrae, per fini probatori, “una parte che è sì pressoché insignificante, ma non di certo nulla”. Di conseguenza, il giudice delle leggi inquadrò la fattispecie in oggetto tra quelle in cui opera la garanzia della riserva assoluta di legge ex art. 13 comma 2 Cost., in modo da implicare, perciò, la tipizzazione dei casi e dei modi di limitazione della libertà personale: non bastava a tal fine – secondo la Corte – il mero rinvio operato dalla legge alla discrezionalità del giudice, ma era necessaria un’apposita “previsione normativa idonea ad ancorare a criteri obiettivamente riconoscibili la restrizione della libertà personale”. La Corte smontò, dunque, le motivazioni su cui si era basata la sua precedente pronuncia, anche in considerazione del rafforzamento che il valore della libertà personale aveva già all’epoca assunto con il nuovo codice di rito, ispirato al favor libertatis 4 ; alla luce di tale nuovo contesto normativo, 4 A tal proposito la Consulta richiama la disciplina settoriale (di cui agli artt. 186 e 187 del codice della strada, c.d.s.) dell’accertamento (sulla persona del conducente in apparente stato di ebbrezza alcolica o di assunzione di sostanze stupefacenti) della concentrazione di alcol nell’aria alveolare espirata e del prelievo di campioni di liquidi biologici, prevedendo, in ambo i casi, la possibilità del rifiuto dell’accertamento – che non è coercibile, bensì obbligatorio – comminando al conducente non collaborativo solo una sanzione pecuniaria. La Corte, del resto, si era già espressa con la sent. n. 194 del 1996 rigettando la censura di incostituzionalità di tale norma rispetto all’art 13 comma 2 Cost., dal momento che la “dettagliata normativa di tale accertamento non consentiva neppure di ipotizzare la violazione della riserva di legge”, risultando, a tal proposito, irrilevante – dunque legittimo – il riconoscimento all’agente di polizia della facoltà di accompagnamento del conducente: la libertà personale non subisce in tal caso restrizioni. Secondo autorevole dottrina, tuttavia, il richiamo che la Corte fa alla disciplina del codice della strada non sarebbe del tutto pertinente né applicabile al caso affrontato nella sent. n. 238 a causa della eterogeneità delle due situazioni; poiché, infatti, al fine di applicare la contravvenzione di cui al citato c.d.s. è necessario accertare la sussistenza dello stato di ebbrezza del conducente, l’eventuale rifiuto di quest’ultimo nel sottoporsi all’alcol test implica
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I prelievi biologici coattivi nel procedimento penale

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Informazioni tesi

  Autore: Federica Foglietta
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Paolo Moscarini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 155

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Parole chiave

dna
prova scientifica
diritto di difesa
libertà personale
valutazione della prova
prelievi biologici
prelievi coattivi
profilo genetico
coazione
prova genetica

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