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I principi costituzionali in materia radiotelevisiva. Dal monopolio radiotelevisivo al pluralismo.

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Anteprima della tesi: I principi costituzionali in materia radiotelevisiva. Dal monopolio radiotelevisivo al pluralismo., Pagina 10
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Essa deve essere, quindi, rispettosa dei valori inerenti alla persona, e 
dunque della dignità e onorabilità della sfera intima di ciascuno, come pure 
dei valori inerenti all‟esigenza di tutelare i minori, maggiormente esposti 
dalla loro vulnerabilità psichica, nonché dei valori inerenti alle strutture 
istituzionali dei pubblici poteri e al loro funzionamento. Da ciò discende, ad 
esempio, la legittimità di quelle norme che sono poste a salvaguardia dei 
segreti aventi carattere strumentale e sussidiario rispetto all‟esercizio di 
funzioni pubbliche (segreto di Stato, segreto giudiziario, segreto 
d‟ufficio)28. 
L‟art. 21 non si limita, però, a tutelare solo la libertà “attiva” di 
manifestazione del pensiero (libertà di dare e divulgare notizie, opinioni, 
commenti), ma tutela anche il profilo “passivo” di questa libertà, e cioè 
quello che è stato definito l‟interesse o, più specificamente, il diritto 
soggettivo del singolo, cittadino o non, ad essere informato. 
Il profilo passivo della libertà di manifestazione del pensiero è stato 
identificato dalla dottrina e dalla giurisprudenza con formule alle quali non 
sempre è possibile attribuire un significato univoco. Si parla infatti di 
libertà di essere informati, di libertà-diritto di essere informati e si è arrivati 
a parlare, infine, di un vero proprio diritto all‟informazione. Si aggiunge, 
poi, che il diritto all‟informazione possa essere configurato anche come 
                                                                                                                                     
pensiero e libertà di informazione: le problematiche attuali, in Quad. Cost., 1987, p.7). Il 
concorrere di diversi beni di rango costituzionale implica, di conseguenza, l‟esercizio di un 
giudizio di bilanciamento al fine di evitare arbitrarie opposizioni alla libera manifestazione delle 
opinioni individuali. Nel compimento di tale giudizio sarà necessario indagare più in profondità la 
ratio delle varie disposizioni al fine di desumere idonei criteri di prevalenza tra interessi 
costituzionali che si trovano contrapposti. Su questa linea si è anche mossa la Corte laddove, nella 
sentenza 20/1974,  ha sottolineato la necessità di effettuare un‟indagine rivolta “all‟individuazione 
del bene protetto e all‟accertamento se esso sia o meno considerato dalla Costituzione in grado tale 
da giustificare una disciplina che in qualche misura possa apparire limitativa della fondamentale 
libertà in argomento”. Tali attività saranno riservate al  legislatore, e successivamente all‟interprete 
chiamato ad applicare la norma. L‟esclusione di qualsiasi giudizio ex ante e, quindi, l‟attenzione su 
quanto ogni volta disposto dal legislatore ordinario, eviterà il pregiudiziale sacrificio di un bene 
nei confronti di un altro, consentendo invece “la coesistenza di essi in un ben ordinato sistema di 
convivenza sociale” (sent. 25/1965). 
28
 Esistono, però, anche segreti privati in ordine ai quali è da ritenere non illegittimo che la legge li 
consideri meritevoli di protezione, dato il ruolo funzionale che la segretezza gioca rispetto ai 
compiti socialmente importati, nella vigente costituzione socio-economica, delle attività cui 
accedono (segreto bancario, segreto industriale, segreto professionale): di qui la legittimità della 
configurazione come illecito della divulgazione anche di tali segreti, non soltanto ad opera di chi 
ne sia il naturale detentore, ma anche (come prevede l‟art. 621 c.p.) dei terzi, quando ne siano 
venuti a conoscenza in modo abusivo. 
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Informazioni tesi

  Autore: Fabio Barbuto
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Augusto Barbera
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 199

FAQ

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