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I principi costituzionali in materia radiotelevisiva. Dal monopolio radiotelevisivo al pluralismo.

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Anteprima della tesi: I principi costituzionali in materia radiotelevisiva. Dal monopolio radiotelevisivo al pluralismo., Pagina 3
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L‟incompleta elaborazione della norma trova una conferma non 
soltanto per questa omissione ma anche nella minor ricchezza di 
formulazione in ordine a vari profili della libertà di informazione, che si 
possono trovare esplicitamente menzionati in alcuni testi costituzionali o in 
accordi internazionali più o meno contemporanei. 
E‟ sufficiente volgere lo sguardo alla Dichiarazione Universale dei 
diritti dell‟uomo, approvata dall‟Assemblea generale dell‟ONU il 10 
dicembre 1948,  per trovare, all‟interno dell‟art. 19, una formulazione della 
“libertà di opinione e di espressione” nella quale sono identificabili i tre 
momenti della libertà di informarsi, di essere informati e di informare6 e 
intorno ai quali si è svolta la successiva elaborazione legislativa, dottrinale 
e giurisprudenziale della libertà di informazione. 
Alla Dichiarazione ONU fa eco la Costituzione tedesca, approvata il 
23 maggio 1949, all‟interno della quale l‟art. 5 si presenta con una 
formulazione decisamente più articolata rispetto a quella contenuta 
all‟interno dell‟art. 21 della Costituzione italiana. Ciò che viene garantito è, 
infatti, “il diritto di informarsi senza ostacoli da fonti accessibili a tutti”. 
Attenzione merita poi il disposto recato dall‟art. 10 della 
Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell‟uomo e delle libertà 
fondamentali, approvata nel 1950 dagli Stati membri del Consiglio 
d‟Europa e ratificata dall‟Italia nel 1955, che appresta tutela alla libertà di 
opinione e a quella di ricevere e comunicare informazioni e idee senza 
limiti di frontiera e senza ostacoli da parte della pubblica autorità, ferma 
restando la possibilità di sottoporre tali libertà a misure necessarie, “in una 
società democratica”, a proteggere determinati valori e diritti espressamente 
indicati. Il riconoscimento di una cosi ampia libertà “non impedisce 
comunque agli Stati di sottoporre a un regime di autorizzazione le imprese 
di radiodiffusione, di cinema o di televisione”. 
                                                                                                                                     
andavano emergendo, tanto da far ritenere che gli occhi dei costituenti fossero rivolti più al passato 
che all‟avvenire”.  
6
 Art. 19  “Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non 
essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e 
idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere”. 
 
 
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Informazioni tesi

  Autore: Fabio Barbuto
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Augusto Barbera
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 199

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digitale terrestre
diritto dell'informazione
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