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I principi costituzionali in materia radiotelevisiva. Dal monopolio radiotelevisivo al pluralismo.

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Anteprima della tesi: I principi costituzionali in materia radiotelevisiva. Dal monopolio radiotelevisivo al pluralismo., Pagina 4
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Ulteriore raffronto può essere, in ultimo, effettuato con il Patto 
internazionale sui diritti civili e politici di New York del 16 dicembre 1966, 
il cui art. 19, ampliando quanto riportato nell‟art. 19 della Dichiarazione 
ONU del 1948, riafferma la “libertà di ricercare, ricevere  e diffondere 
informazioni ed idee di ogni genere, senza riguardo a frontiere”. La 
notazione sull‟impossibilità di distinguere tra i vari generi di informazioni e 
di idee sembra superare la distinzione tra informazioni e opinioni, invocata 
da parte della dottrina per giustificare garanzie differenziate per la libertà di 
informazione7. La formulazione della disposizione mette in risalto, inoltre, 
una maggiore attenzione allo sviluppo delle tecnologie, che si concretizza 
nella possibilità di utilizzo di “qualsiasi mezzo di propria scelta”. 
Nonostante l‟art. 21 appaia, pertanto, come una disposizione dal 
contenuto non perfettamente esaustivo, a maggior ragione nell‟ottica del 
quadro internazionale appena esaminato, non è comunque  da ignorarsi 
l‟enorme portata che a tale norma può essere direttamente o, ancor più, 
indirettamente riconosciuta8. Il silenzio dell‟art. 21 in relazione a diverse 
problematiche, prima fra tutte quella relativa all‟utilizzo dei mezzi di 
comunicazione di massa, non esclude infatti la piena adesione al principio 
liberale9, identificabile nella garanzia della libertà di espressione come 
diritto inviolabile e insopprimibile dell‟uomo, sia come singolo sia nelle 
formazioni sociali ove si svolge la sua personalità (art. 2 Cost.)10.  
Sono, d‟altronde, numerose le sentenze con le quali la Corte 
Costituzionale ha sottolineato che il riconoscimento del diritto di libera 
manifestazione del pensiero caratterizza la forma di Stato vigente in Italia, 
costituendo esso “la pietra angolare dell‟ordinamento democratico”11. 
                                                 
7
 Cfr. P. BARILE e S. GRASSI , Informazione (libertà di), in Novissimo  Digesto Italiano, p. 201.  
8
 Cfr. C. ESPOSITO, La libertà di manifestazione del pensiero nell‟ordinamento italiano, Milano, 
1958, p. 7.  
9
 Cfr. M. MANETTI, La libertà di manifestazione del pensiero, in R. NANIA e P. RIDOLA (a 
cura di), I diritti costituzionali, Torino 2001 p.560. 
10
 Nella Sent. 126/1985 la Corte Costituzionale afferma che “non vi è dubbio che la forma 
collettiva di manifestazione del pensiero sia garantita dall'art. 21 Cost. Ciò in quanto la forma 
collettiva (e così quella individuale in rappresentanza collettiva che in essa è compresa) è 
necessaria al fine di dare corpo e voce ai movimenti di opinione concernenti interessi 
superindividuali”. 
11
 Sent. 84/1969. Tra le altre pronunce, sentt. 25/1965 11/1968 98/1968 168/1971. 
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Informazioni tesi

  Autore: Fabio Barbuto
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Augusto Barbera
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 199

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