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I principi costituzionali in materia radiotelevisiva. Dal monopolio radiotelevisivo al pluralismo.

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Anteprima della tesi: I principi costituzionali in materia radiotelevisiva. Dal monopolio radiotelevisivo al pluralismo., Pagina 8
  8 
trasmette22. 
Nonostante alcuni autori abbiano affermato, invece, che una diversità 
tra fatti oggetto di pura e semplice notizia e opinioni esiste ed in numerosi 
casi è abbastanza netta, contestando così la mancanza di una linea di 
demarcazione tra il momento informativo vero e proprio e la 
manifestazione di una propria opinione23, la stessa giurisprudenza 
costituzionale ha ritenuto improprio addentrarsi in complicate distinzioni 
concettuali tra opinioni, notizie e informazioni, per farne poi discendere un 
diverso grado di tutela costituzionale24. 
Libertà di informazione (nel suo lato attivo) e libertà di espressione, 
dunque, coincidono. Si può, semmai, ritenere, che la specificità della libertà 
d‟informazione non sia da ritrovare in quella distinzione quanto 
nell‟accento che, nella libertà di informare, viene posto sull‟attività di 
comunicazione e diffusione di messaggi e dati conoscitivi, non 
necessariamente riconducibili al soggetto attivo dell‟informazione e 
destinati a giungere a conoscenza di numerosi destinatari25. 
Il riconoscimento della libertà di informare come diritto soggettivo 
non implica che questa non sia soggetta a dei limiti. Su questi si è più volte 
soffermata la Corte costituzionale, la quale ha rilevato che, oltre a quello 
del buon costume, esplicitamente enunciato nell‟art. 21, e da intendersi in 
                                                 
22
  Cfr. P. BARILE e S. GRASSI , Informazione (libertà di), cit., p. 204. 
23
 Cfr. V. CRISAFULLI, Problematica della “libertà d‟informazione”, in il Politico, 1964, p.288 
ss il quale sostiene che la libertà di informazione, come avente ad oggetto notizie, quindi come 
manifestazione differenziata della più generale libertà di espressione (o di informazione in senso 
largo) meriti un posto a sé ed un rilievo particolare ma al contempo riconosce che “l‟esperienza è 
una continua smentita a tale criterio”, auspicando l‟intervento dello Stato nel settore della stampa 
affinché le notizie possano essere separate dai commenti e dalle opinioni. 
24
 In tal senso nella sentenza 105/1972, si afferma che il diritto di manifestazione del pensiero 
comprende “la libertà di dare e divulgare notizie, opinioni e commenti”. Ancora più ampia è la 
presa di posizione nella sentenza 826/1988 dove la Corte specifica di intendere “l‟informazione in 
senso lato ed omnicomprensivo, così da includervi qualsiasi messaggio televisivo, vuoi 
informativo, vuoi culturale, vuoi comunque suscettibile di incidere sulla pubblica opinione”. La 
Corte ha finito cosi per privilegiare una lettura estensiva del concetto di informazione, da 
intendersi quindi non già come attività limitata alla diffusione delle sole notizie, ma piuttosto come 
sinonimo di messaggio televisivo. 
25
 Cfr. A.M. SANDULLI, La libertà di informazione, in Problemi giuridici dell‟informazione, 
Milano, 1977, p.2 il quale, aderendo all‟impostazione secondo la quale l‟informazione non 
costituisce altro che una parte dell‟oggetto della libertà di espressione, afferma che la stessa indica 
un‟attività comunicativa, un messaggio il quale non presuppone necessariamente un‟attività 
psichica creativa del medesimo soggetto ed è ordinato a portare ciò che viene comunicato a 
conoscenza di altri. 

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I principi costituzionali in materia radiotelevisiva. Dal monopolio radiotelevisivo al pluralismo.

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Informazioni tesi

  Autore: Fabio Barbuto
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Augusto Barbera
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 199

FAQ

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