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I rapporti tra l'UEO e l'Unione Europea

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Anteprima della tesi: I rapporti tra l'UEO e l'Unione Europea, Pagina 11
momento era di garantire che gli aiuti umanitari giungessero alla popolazione bosniaca. 
Affinché questo potesse accadere, era necessario che le parti permettessero la creazione di 
corridoi umanitari specialmente verso Sarajevo. Il Consiglio diede mandato a Lord Owen di 
intercedere coi dirigenti locali affinché i convogli umanitari potessero transitare e si 
esprimeva riguardo alle modalità di protezione di tali aiuti. Occorreva convincere il maggior 
numero possibile di stati a dare il loro contributo, in seconda battuta, allo scopo di proteggere 
gli itinerari si indicava il rafforzamento del contingente dell’UNPROFOR, la forza di 
protezione delle Nazioni Unite, che verrà analizzata più approfonditamente, nella sua forma e 
nella sua funzione in seguito. Il 13 maggio 1994, l’Unione Europea, la Russia e gli Stati Uniti 
si impegnarono a lavorare insieme per una soluzione negoziata del conflitto bosniaco. Il 
Gruppo di Contatto, costituito da questi paesi, stava attraversando un momento critico, per la 
non collaborazione delle parti in conflitto. Il Consiglio Europeo di Corfù si espresse per una 
soluzione che preservasse la Bosnia Erzegovina come singola unione all’interno dei propri 
confini internazionalmente riconosciuti; si potevano prevedere disposizioni costituzionali che 
stabilissero le relazioni tra croato-bosniaci e serbo-bosniaci in base ad un accordo che 
destinasse il 51% del territorio ai croato-bosniaci e il 49% ai serbo-bosniaci.
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 L’UE aveva 
risposto positivamente all’invito di provvedere all’amministrazione di Mostar per un periodo 
di due anni e aveva accolto favorevolmente la disponibilità dell’UEO a contribuire a tale 
amministrazione. Nel Consiglio Europeo di Essen vi erano alcuni elementi di continuità 
rispetto ai Consigli precedenti: si ribadiva la richiesta del cessate il fuoco nella zona protetta 
di Bihac, ripetutamente violata dalle forze serbe, cui avrebbe dovuto seguire una cessazione 
delle ostilità in tutta la Bosnia; si continuava ad esortare il mantenimento della funzione di 
assistenza umanitaria da parte dell’UNPROFOR, con la richiesta indirizzata alle parti in 
conflitto affinché fosse possibile continuare ad operare senza rischi. Infine si auspicava il 
riconoscimento reciproco degli stati della ex Jugoslavia, all’interno delle frontiere stabilite a 
livello internazionale. 
                                                 
17
 Il Gruppo di Contatto aveva trovato notevoli difficoltà nel cercare di far rispettare gli accordi di Dayton a 
causa della non collaborazione delle parti in conflitto. Il 23 marzo 1996 aveva elaborato un documento sullo 
stato dell’attuazione degli accordi di Dayton, enucleando le difficoltà incontrate lungo il percorso e proponendo 
modalità alternative per l’attuazione. Nonostante tutto ciò, emergeva nel documento, la volontà di salvaguardare 
l’unità territoriale della Bosnia Erzegovina ed in questo senso, si sottolineava l’esigenza che qualsiasi proposta 
non stridesse coi dettami costituzionali. Per ulteriori informazioni vedi Hhttp://www.balkanweb.comH Gli 
accordi di Dayton sancivano la fine del conflitto in Bosnia istiuendo uno stato bosniaco diviso in due entità: 
quella serbo-bosniaca e quella croato-musulmana, stabiliva dei criteri per la elaborazione di una costituzione del 
nuovo stato e poneva le condizioni le basi e gli atti che avrebbero costituito la difesa dei confini. Per il testo degli 
accordi di Dayton vedi http://www.balkanweb.com. 
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Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Rovai
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Claudia Morviducci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 127

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