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I segni della territorialità. Architettura in Valdelsa tra alto e basso medioevo

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Anteprima della tesi: I segni della territorialità. Architettura in Valdelsa tra alto e basso medioevo, Pagina 3
  
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I caratteri stilistici in uso in un dato territorio possono essere di varia 
provenienza e venire utilizzati in modo diverso dal loro scopo originario. 
Mentre nel caso dell'edilizia minore si fa ricorso a pratiche costruttive 
tradizionali (già indicative di una particolare visione del proprio mondo), 
nell'architettura di un certo pregio artistico si ricorre spesso ad elementi 
esogeni, interpretati o fedelmente riproposti, comunque costituenti un repertorio 
a cui poi attingere, una maniera costruttiva. Talvolta sono i rapporti tra 
committenza8 e artefici la causa dell'introduzione di linguaggi estranei alle aree 
considerate e della loro persistenza ben oltre la permanenza dei maestri sul 
posto9. L'influenza dei magistri si innesta sulla tradizione locale, frutto 
dell'evoluzione della pratica edilizia legata alla disponibilità in loco dei 
materiali e alla mentalità, della popolazione o del gruppo dirigente, che presiede 
alla scelta e alla disposizione dei simboli nell'edificio. Notevoli influenze 
provengono generalmente dai territori vicini, attraverso scambi culturali di vario 
tipo che testimoniano la preminenza di un'area sull'altra, spesso accompagnata 
dalla diffusione del gusto estetico dei ceti egemoni. 
Se si considera un'ampia sezione storica come il Medioevo occidentale10, in un 
territorio particolare preso in esame si saranno probabilmente susseguite più 
dominazioni in un determinato periodo: negli edifici questo si traduce nella 
sovrapposizione di più elementi, tipici dei vari momenti artistici compresi in 
                                          
8
 Come già detto, i committenti di opere edilizie di un qualche valore architettonico, e quindi "parlanti" il 
linguaggio dei segni della territorialità, sono praticamente sempre facenti parte dei ceti egemoni presenti sul 
territorio. Per quanto riguarda l'edilizia tradizionale e «povera», quasi sempre chi costruisce è anche chi abita. 
9
 Indubbiamente quando si tratta di maestri particolarmente capaci, la loro opera lascia delle tracce sulla 
produzione di maestranze locali non sempre all'altezza, ma spesso si assiste all'acquisizione da parte del 
committente del gusto per quel particolare linguaggio architettonico e alla conseguente richiesta di un 
adeguamento ad esso negli altri cantieri di sua proprietà.  
10
 Il periodo durante il quale si può riscontrare maggiore intensità e intenzionalità politica nell'uso dei 
caratteri stilistico-architettonici, lungi da escludere il fenomeno in modo assoluto nelle altre epoche, è, per 
l'Europa Occidentale, circoscrivibile tra il XII e il XVIII secolo, mentre, se si considera il fenomeno 
dell'espressione architettonica della territorialità come evento «spontaneo» estraneo a un disegno di carattere 
politico, è oggettivamente estendibile a tutto il secondo millennio. 
Cfr. V. FRANCHETTI PARDO (1989), 732-3. 
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Informazioni tesi

  Autore: Marco Frati
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1993-94
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Giuseppinacarla Romby
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 373

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Parole chiave

architettura medievale
romanico
valdelsa
architettura religiosa
storia dell'architettura

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