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Il concordato preventivo dopo la legge 134/2012

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Anteprima della tesi: Il concordato preventivo dopo la legge 134/2012, Pagina 6
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marzo 2005, n.35 (decreto competitività), la disciplina è stata modificata su 
alcuni argomenti, in particolare sono stati dimezzati i termini (già in verità brevi), 
previsti per il periodo “sospetto”, ai fini della proposizione delle azioni 
revocatorie fallimentari (art. 67 e 70 L.F.). Sono stati inoltre modificati i 
presupposti di ammissione alla procedura di concordato preventivo, introdotta la 
possibilità di suddividere i creditori in classi
15
, ed è stato ammesso alla procedura 
anche l’imprenditore che versi in stato di crisi, cioè una situazione anteriore e 
prodromica all’insolvenza. 
Nel 2006 con il D.Lgs. 9 gennaio 2006, n.5 (riforma organica della disciplina 
delle procedure concorsuali), il Legislatore ha completamente rivisitato 
molteplici articoli della legge fallimentare.  
I più significativi cambiamenti posti in essere dalla riforma riguardano 
l’estensione dei soggetti esonerati dal fallimento, attraverso l’introduzione di una 
nuova definizione di piccolo imprenditore e di una soglia quantitativa di 
insolvenza, al di sotto della quale il fallimento non può essere dichiarato. Sono 
stati inoltre rideterminati i ruoli e le funzioni degli organi della procedura, 
prevedendo in particolare un ampliamento delle competenze in capo al comitato 
dei creditori; il ruolo del giudice delegato è stato ridotto a funzioni di controllo e 
vigilanza sulla regolarità della procedura, rendendo specularmente il curatore il 
vero organo che dà impulso alla procedura
16
. 
Quest’ultimo però dovrà ottenere, per le operazioni più rilevanti, l’autorizzazione 
del comitato dei creditori, al quale il curatore
17
 sottopone proposte che essi hanno 
la facoltà di accettare o meno
18
, attraverso l’espressione di un parere, acquisendo 
così un ruolo determinante per lo svolgimento della procedura. 
	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
   	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
  	
   	
  
15
	
   Innovazione	
  mutuata	
  dalla	
  disciplina	
  prevista	
  dalla	
  legge	
  Marzano,	
  come	
  si	
  illustrerà	
  in	
  seguito. 	
  
16
	
  Anche	
  se	
  per	
  chiarezza	
  va	
  sottolineato,	
  come	
  nella	
  prassi	
  di	
  alcuni	
  Tribunali,	
  ciò	
  non	
  si	
  sia	
  nei	
  fatti	
  
verificato,	
  essendo	
  rimasto	
  il	
  giudice	
  delegato ,	
  il	
  vero	
  organo	
  che	
  dà 	
  impulso	
  o	
  quantomeno	
  indirizzo	
  
all’intera	
  procedura .	
  
17
	
  Tale	
  autorizzazione	
  è	
  necessaria	
  anche	
  nella	
  procedura	
  di	
  concordato	
  preventivo,	
  in	
  cui	
  al	
  posto	
  del	
  
curatore	
  è	
  presente	
  la	
  figura	
  del	
  c ommissario	
  giudiziale,	
  che	
  solitamente	
  in	
  accordo	
  con	
  il	
  giudice	
  
formulerà	
  proposte	
  al	
  comitato	
  dei	
  creditori,	
  su	
  cui	
  saranno	
  chiamati	
  al	
  voto 	
  
18
	
  Così	
   facendo	
   gli	
   organi	
   della	
   procedura	
   (giudice	
   e	
   curatore)	
   in	
   caso	
   di	
   operazioni	
   di	
   dubbia	
  
convenienza	
   econom ica,	
   come	
   potrebbe	
   essere	
   ad	
   esempio	
   la	
   cessione	
   di	
   un	
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   seguito	
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Informazioni tesi

  Autore: Dario Donadoni
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Federico Clemente
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 186

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concordato preventivo
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