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Il contrasto al lavoro irregolare

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Anteprima della tesi: Il contrasto al lavoro irregolare, Pagina 9
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perché, avendo violato le norme in materia di residenza, gli immigrati clandestini 
rischiano di essere espulsi una volta scoperti, e ciò consente ai datori di lavoro di 
occuparli a condizioni che non sarebbero accettate da italiani o stranieri regolarmente 
soggiornanti
167
.  
Il fenomeno coinvolge nella maggior parte dei casi gli immigrati clandestini, 
residenti illegalmente nel Paese, ma riguarda anche coloro i quali sono in possesso di 
un permesso di soggiorno idoneo allo svolgimento di una regolare attività 
lavorativa
168
: essi svolgono in alcuni casi un’attività regolare ed una seconda 
irregolare, mentre in altri accettano di svolgere un’attività irregolare, spesso ad alto 
tasso di sfruttamento, pur di lavorare e percepire un reddito, rischiando così di 
perdere il permesso di soggiorno a causa del diniego di rinnovo per mancata 
dimostrazione del reddito maturato durante il periodo di regolare soggiorno o per il 
superamento del termine massimo di disoccupazione (di recente abbassato da un 
anno a sei mesi)
169
.  
All’esito degli accessi ispettivi effettuati su tutto il territorio nazionale nel 
corso dell’anno 2015, sono stati trovati al lavoro 1.716 extracomunitari clandestini, 
concentrati in particolare nei settori industria e manifatturiero e nel terziario, 
soprattutto in Toscana, Campania, Lombardia e Emilia Romagna
170
. 
Un’indagine del Censis
171
 del 2002 ha individuato, invece, ben 8 categorie di 
lavoratori irregolari
172
: immigrati extracomunitari, giovani, disoccupati, lavoratori in 
mobilità e cassa integrazione, pensionati, casalinghe, occupati “regolari” del settore 
pubblico e occupati “regolari” del settore privato. Tra essi, gli immigrati 
extracomunitari sono risultati dalle dichiarazioni degli intervistati i più coinvolti nel 
fenomeno, in quanto spesso non hanno altra possibilità di lavorare se non ricorrendo 
al lavoro irregolare. Ciononostante, il core del fenomeno è rappresentato dagli 
inoccupati che non riescono ad accedere nel mondo del lavoro e dai disoccupati che 
non riescono a ritrovarlo, soprattutto al Sud Italia. Secondo la stessa indagine, non è 
rilevante la differenza di genere, né al Nord, né al Centro, né al Sud.  
                                                             
167
 Vd. B. Dallago, op. cit., p. 9. 
168
 Vd. A. Bellavista, Il lavoro sommerso, cit., p. 30. 
169
 Vd. Art. 22, comma 11, d.lgs. n. 286/98. 
170
 Vd. MLPS, direzione generale per l’attività ispettiva, op. cit., p. 21. 
171
 Centro studi investimenti sociali: istituto di ricerca socio-economica italiano. 
172
 Vd. CENSIS, Promuovere regolarità e trasparenza nel mercato del lavoro. Manuale di supporto 
conoscitivo agli operatori dei servizi per l’impiego, Unione europea–FSE, Ministero del lavoro e delle 
politiche sociali, in http://bancadati.italialavoro.it/, Roma, 15 novembre 2003, p. 128.

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Il contrasto al lavoro irregolare

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Informazioni tesi

  Autore: Federica Zema
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Arturo Maresca
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 180

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Parole chiave

giurisprudenza
diritto del lavoro
lavoro nero
lavoro sommerso
lavoro grigio
lavoro irregolare
contrasto al lavoro nero
contrasto al lavoro irregolare
ispettorato nazionale del lavoro

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