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Il distretto biologico come modello di sviluppo locale: analisi del caso "Filo di Luce in Canavese"

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“uno spazio può essere definito rurale se possiede determinate caratteristiche: 
preponderanza delle colture agricole nell’uso del territorio; prevalenza di spazi verdi 
liberi a vocazione ecologica; bassa densità demografica; ripartizione diffusa della 
proprietà; presenza di comunità e centri abitati di piccola entità che favoriscono la 
personalizzazione dei rapporti umani e la partecipazione dei cittadini agli affari comuni; 
economia caratterizzata dall’agricoltura e dalle professioni manuali e pratiche che 
implicano una polivalenza che favorisce l’autonomia e l’aiuto reciproco tra gli attori 
locali; presenza di un paesaggio naturale, trasformato dal lavoro umano che costituisce 
patrimonio dell’umanità; cultura basata sul saper vivere derivante da tradizioni e 
costumi locali.” 
Secondo, invece, la metodologia utilizzata dall’Organizzazione per la 
Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) l’individuazione delle aree rurali si 
basa sul parametro della densità di popolazione che deve essere inferiore ai 150 
abitanti per chilometro quadrato. Tale approccio, tuttavia, non è idoneo per fornire una 
zonizzazione sufficientemente fedele alla realtà in tutti i contesti. Nel caso italiano, ad 
esempio, per evitare eccessive distorsioni a fronte di un territorio fortemente 
disomogeneo, viene applicata un’ulteriore metodologia nell’ambito del Piano 
Strategico Nazionale.
3
 Si possono individuare anche diverse accezioni di rurale 
(Merlo, 1991): 
▪ rurale settoriale, per indicare un territorio in cui il settore agricolo è centrale 
in riferimento sia al sistema economico-produttivo sia a quello socio-
culturale; 
▪ rurale demografico, relativamente a un territorio non urbanizzato e 
scarsamente popolato e in cui il parametro di definizione è quello della 
densità abitativa; 
▪ rurale arretrato, per denotare un territorio marginale e/o in ritardo dal punto 
di vista dello sviluppo socio-economico. 
L’esistenza di vari parametri per la definizione dello spazio rurale e la conseguente 
ambiguità del termine è frutto dell’evoluzione stessa delle aree rurali nel corso del 
tempo. Fino agli anni Settanta, infatti, la forte predominanza del settore agricolo nelle 
aree rurali rendeva immediato il binomio rurale-agricoltura in opposizione a quello 
                                                 
3
 La metodologia di zonizzazione del Psn ha individuato quattro macrotipologie di aree: a) Poli 
urbani; b) Aree rurali ad agricoltura intensiva; c) Aree rurali intermedie; d) Aree rurali con problemi 
complessivi di sviluppo.

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Informazioni tesi

  Autore: Chiara Bruzzese
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Economia e Statistica
  Corso: Cooperazione allo sviluppo
  Relatore: Egidio Dansero
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 121

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