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Il divieto di tortura nel sistema europeo di protezione dei diritti dell'uomo

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Anteprima della tesi: Il divieto di tortura nel sistema europeo di protezione dei diritti dell'uomo, Pagina 2
la lotta a questa triste piaga è un obiettivo comune e che sono molti i tentativi per 
porre fine a questo fenomeno. 
Una volta chiarito l’ambito normativo in cui si posiziona il divieto di tortura, è 
necessario spostare l’analisi sulla definizione di tortura e di trattamenti inumani e 
degradanti. Il compito non è semplice perché non esistono norme che definiscono 
in modo chiaro e preciso le nozioni dei suddetti comportamenti. Di conseguenza 
bisogna ricorrere alla giurisprudenza ed alla prassi degli organi internazionali e 
regionali istituiti per assicurare il rispetto del diritto a non subire tortura. Tale 
indagine è stata svolta basandosi sulle principali decisioni, pareri o osservazioni 
formulati dagli organi più autorevoli in tale campo. Naturalmente si è fatto 
riferimento soprattutto alla prassi europea poiché è l’esperienza a noi più vicina. 
Da tale esame si può dedurre che la portata del divieto di tortura non è statica, ma 
si presta ad un’interpretazione dinamica ed evolutiva tesa a tutelare le più diverse 
situazioni in cui sono commessi gli abusi. 
Non si poteva concludere il discorso senza esaminare in modo approfondito il 
sistema istituito nella regione europea. Questo si fonda su due organi: la Corte 
europea dei diritti dell’uomo, disciplinata dalla Convenzione europea dei diritti 
dell’uomo e delle libertà fondamentali, ed il Comitato europeo per la prevenzione 
della tortura creato con l’adozione della Convenzione europea per la prevenzione 
della tortura e dei trattamenti inumani e degradanti. Entrambi mirano ad 
assicurare e rafforzare il divieto di tortura ma operano su due livelli diversi: la 
Corte si occupa di sanzionare eventuali violazioni e di accogliere i ricorsi sui 
pretesi abusi; il Comitato ha, al contrario, una funzione di controllo per prevenire 
il compimento di maltrattamenti nei confronti della categoria delle persone private 
della libertà personale. Il sistema europeo si è rivelato il più efficace poiché agisce 
su un piano repressivo e su uno preventivo. 
Tuttavia emerge dalla trattazione un preoccupante ritorno al ricorso della tortura e 
dei trattamenti inumani e degradanti. Probabilmente questo è dovuto in parte dalle 
lacune presenti nei sistemi di tutela ed in parte dall’atteggiamento degli Stati nei 
confronti dei torturatori. Si deve constatare che, spesso, gli episodi di tortura si 
proliferano a causa dell’impunità e dell’indifferenza, atteggiamenti questi assunti 
da alcuni Stati e da parte dell’opinione pubblica. 
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Il divieto di tortura nel sistema europeo di protezione dei diritti dell'uomo

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Informazioni tesi

  Autore: Manuella Miele
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Paolo Benvenuti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 157

FAQ

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Parole chiave

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convenzione per la prevenzione della tortura
convenzioni di ginevra
corte europea dei diritti dell'uomo
diritti umani
espulsione e estradizione
immunità dello stato
pena di morte
tortura
trattamenti inumani e degradanti

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