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Il Dragone ha infiammato il mercato dell'arte contemporanea. Che ruolo assumono le case d'asta nella sua valorizzazione?

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Anteprima della tesi: Il Dragone ha infiammato il mercato dell'arte contemporanea. Che ruolo assumono le case d'asta nella sua valorizzazione?, Pagina 5
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crisi petrolifera degli anni settanta (1973), e infine, come detto, a inizio anni 
90. Cicli di 20 anni, se si esclude il primo, condizionato dalla seconda 
guerra mondiale. Purtroppo, anche da questo punto di vista oggi i tempi 
sembrano maturi per un ciclo recessivo del mercato dell arte.  
 
 Parlando degli stessi anni, dalla sezione Art del New York Magazine il critico 
Jerry Saltz li cita come esemplari nel rapporto recessione-rinascita del mercato 
dell arte:  
 
Le recessioni sono dure per le persone, ma non altrettanto per l arte. Gli 
anni Quaranta, Settanta e Novanta, quando il denaro scarseggiava, furono 
dei grandi periodi in cui il mondo dell arte si ritrasse ma seppe anche 
rinascere10. 
 
Bisogna a questo punto ricordare che il periodo immediatamente successivo 
alla guerra del Golfo (conclusasi nel febbraio 1991) fu caratterizzato dall assenza di 
record, evento che venne letto dagli investitori come segno di un mercato esaurito. 
Per questo motivo essi lo abbandonarono, contribuendo a creare quella spirale 
negativa che dur  per i cinque anni successivi (Art price  , 2003). 
Nel 2001, al crollo delle Twin Towers, l indice Dow Jones ebbe una caduta 
verticale, ma il mercato dell arte non sub  la forte crisi che scosse la Borsa. 
Particolarmente pregnante, a questo proposito, Ł una dichiarazione di Marc Payot11: 
«Dopo l’11 settembre il nostro settore Ł stato meno colpito di altri. Investire nell’arte 
Ł sembrata una scelta relativamente sicura, paragonata al mercato azionario troppo 
instabile e al mercato immobiliare troppo caro». 
Il report Artprice  2002 descriveva l economia di q uell anno con il termine 
unpropitious, ma, nonostante non venne fatto mistero di un certo andamento 
altalenante del mercato («2002 was a year of fluctuating prices»), i prezzi fecero 
registrare un +4,3% come media dell anno. La domanda si mantenne vivace 
(sopratutto nel trimestre aprile-giugno, che fece registrare un complessivo +3,8%), 
ma, con il costante aumentare dei prezzi, anche i bidders si fecero piø esigenti, 
volendo evitare a tutti costi il riproporsi di un nuovo collasso come quello 
conseguente al boom degli anni  80. In seguito a numerose revisioni storiche, infatti, 
si insinu  il dubbio che tutti gli attori del merca to dell arte avessero a quel tempo 
valutato con molta sufficienza i rischi che esso poteva nascondere. Un altro errore 
del genere non poteva di certo essere commesso, per cui gli investitori si guardarono 
bene dal comprare i cosiddetti uncertain lots, opere la cui provenienza, parte 
                                                 
10
 «Recessions are hard on people, but they are not hard on art. The forties, seventies, and the nineties, 
when money was scarce, were great periods, when the art world retracted but it was also reborn» 
(Saltz, 2008). 
11
 Direttore e partner di Hauser & Wirth a Zurigo, una delle piø importanti gallerie al mondo. 

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Informazioni tesi

  Autore: Vania Barozzi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM)
  Facoltà: Lingue, letterature e culture moderne
  Corso: Comunicazione e gestione nei mercati dell'arte e della cultura
  Relatore: Angela Besana
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 94

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