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Il faut se perdre: le manque originaire et l’errance dans l’univers durassien

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avvenimenti reali della sua vita e gli aspetti fittizi, quando dichiarò durante un’intervista di Suzanne Koapit: «Io esisto solo quando scrivo, è come se ci fosse qualcosa che si attua. Io lascio agire dentro di me, qualcosa che, senza dubbio, procede dalla femminilità… è come se ritornassi in un terreno selvaggio 3 ». Se ci si immerge nella lettura delle opere durassiane, uno degli elementi più importanti che lega molti testi è l’insoddisfazione perenne dei suoi personaggi, espressa da una scrittura volutamente frammentata, da uno stile che richiama la sceneggiatura soprattutto in opere come l’Amant e l’Amant de la Chine du Nord e che sembra rispondere alla sola legge di espressione dell’emozione e del desiderio. La nascita in Cocincina, territorio francese nel 1914, così come l’infanzia- adolescenza trascorsa in Indocina, produrranno uno dei temi, e delle ambientazioni più ricorrenti del ciclo detto indocinese ed indiano. Li nomino insieme perché spesso la stessa opera può richiamare l’Indocina e l’India (Un Barrage contre le Pacifique 1950, Le ravissement de Lol. V . Stein 1964, Le Vice- consul 1965, l’Amour 1971, India song 1973, Nathalie Granger suivi de La femme du Gange 1973, Son nom de Venise dans calcutta désert 1976, Eden cinéma 1977, L’ Amant 1984 e l’Amant de la Chine du Nord 1992). M. Duras ha costituito un personaggio spesso controverso e discusso: nel 1945 militò nel P.C.F, ma subito nel 1946 decise di allontanarsi, mentre negli anni a venire, l’esperienza traumatica del marito Robert Antelme prigioniero nel campo di concentramento di Dachau, ma fortunatamente riconosciuto dal futuro Presidente Mitterand nel 1945, produsse l’opera La Douleur, pubblicato postumo nel 1985 e La vie tranquille, edita da Gallimard invece con ambientazione belga. Nel 1946 la scrittrice si separa da Robert Antelme e conosce Dionys Mascolo, ma l’ amicizia le tre personalità sarà una costante nella vita intellettuale e politica. Negli anni ‘50, il suo primo romanzo che apre la tematica dell’infanzia indocinese è Un Barrage contre le Pacifique, seguito dai Cahiers de guerre, 3 Intervista di M. Duras con Suzanne Koapit, in Réalité, marzo 1963 4
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Informazioni tesi

  Autore: valentina Vazza
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi della Basilicata
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne
  Corso: Lingue e culture moderne
  Relatore: Giuseppe Martoccia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 59

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Parole chiave

memoria
erranza
duras
manque
errance
relation frère-soeur
perte
teneri ricordi familiari

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