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Il futuro della cooperazione sociale di tipo B. Analisi degli scenari della provincia di Roma

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 10
della metà è concentrata in Piemonte, regione di derivazione della cooperazione
13
. 
In base al saggio statistico presentato nel 1890 alla Commissione consultiva sulle 
istituzioni di previdenza e del lavoro da Luigi Bodio, allora direttore generale 
della statistica del Ministero dell’agricoltura, le cooperative di consumo 
rappresentano il 57% del totale delle imprese censite. Altri tipi di cooperative si 
sono nel frattempo affermate nell’ambito della cooperazione di lavoro. Le 
cooperative industriali costituiscono il 10% del totale, un relativo sviluppo hanno 
avuto anche le cooperative di costruzione di case operaie. La statistica mette in 
luce un progresso del movimento nelle regioni centrali e il fiorire nelle regioni 
meridionali, concentrate particolarmente nel settore della cooperazione di 
consumo
14
. 
Tale sviluppo porta, nel 1886, alla costituzione della Federazione nazionale delle 
cooperative, che nel 1893 avrebbe avuto il nome di Lega nazionale delle 
cooperative italiane. Questi sono anni caratterizzati da un’attenzione particolare 
da parte degli ambienti accademici e dalle forze politiche liberali e democratico-
radicali
15
. Al principio la Lega è un’organizzazione senza una precisa identità 
politica. È costituita da rappresentanti d’orientamento radicale, liberale, 
democratico, repubblicano e socialista, ma anche da esponenti della cultura 
cattolica. Grazie all’emanazione dell’enciclica di Leone XIII la Lega trova un 
fertile terreno soprattutto nel settore del credito
16
. Il nucleo dirigenziale della Lega 
è inizialmente milanese, ma di fondamentale importanza è anche l’apporto della 
cooperazione ligure, piemontese, emiliana, veneta e in misura inferiore anche 
toscana e laziale
17
.  
Nel 1887 le società cooperative aderenti alla Federazione nazionale sono 195; 
negli anni successivi il loro numero si riduce a causa della difficoltà ad attirare a 
sé il mondo cooperativo e a causa della depressa congiuntura economica che porta 
                                                 
13
 Fabbri F., Per una storia del movimento cooperativo in Italia, Pisa, Vellecchi Editrice, 1979, p. 
27  
14
 Fornasari M.- Zamagni V., Il movimento cooperativo in Italia, op cit., p. 43 e ss 
15
 Fabbri F., Per una storia del movimento cooperativo in Italia, op cit., p. 30 
16
 AA.VV., I pensatori italiani, op cit 
17
 Bonfante G. et al, Il movimento cooperativo in Italia, Storia e problemi, op cit., p. 28 

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Informazioni tesi

  Autore: Valentina Innocenzi
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze Sociali
  Relatore: Marco Burgalassi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 84

FAQ

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Parole chiave

cooperative sociali di tipo b
cooperativo
cooperazione
cooperazione di inserimento lavorativo
cooperazione sociale
futuro della cooperazione

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