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Il giornale radio: storia, tecniche, linguaggio

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Anteprima della tesi: Il giornale radio: storia, tecniche, linguaggio, Pagina 3
1.2 Le trasmissioni radio
 
Il sistema analogico di codifica delle informazioni è basato sulla vibrazione 
di  una  membrana  posta  dentro  al  microfono.  Tale  membrana  causa  una 
variazione elettrica proporzionale alla vibrazione1. 
Una trasmissione radiofonica è generalmente la somma di diversi input2: 
ogni  studio di  regia  è  dotato di  un mixer,  che consente  di  trattare i  diversi 
segnali audio in entrata, regolarne simultaneamente i volumi e inviare il segnale 
risultante al computer che si occupa della messa in onda. 
Un  apparecchio,  il  trasduttore,  è  in  grado  di  trasformare  le  grandezze 
elettriche del segnale risultante in segnali elettromagnetici, che andranno poi a 
modulare  una  frequenza  di  tra-
smissione  prestabilita,  detta  por-
tante  (carrier  wave):  questa 
modalità  di  trasmissione  è  detta 
modulazione di frequenza (FM) e, 
per  i  motivi  che  si  vedranno  in 
seguito,  è  la  più  usata  nella 
radiodiffusione europea. 
Esiste  tuttavia  anche  la 
modulazione  di  ampiezza  (AM), 
ancora molto diffusa in varie parti 
del  mondo  e  unico  sistema  di 
radiotrasmissione  fino  agli  anni 
Trenta:  in  questo  caso  si  usa  il 
segnale che si intende trasmettere 
come modulante dell'ampiezza del 
portante,  la  cui  frequenza rimane 
dunque costante.
L'antenna  irradia  nell'etere  il 
segnale risultante: nelle comunica-
zioni  broadcast  essa  emette  una 
grande potenza, tanto che le antenne riceventi possono anche essere di piccoli 
dimensioni. L'antenna del ricevitore è in grado di captare un certo spettro di 
radioonde:  all'interno  dell'apparecchio  ci  sono  dei  dispositivi  che  eliminano 
tutti i dati appartenenti alle frequenze non selezionate dall'ascoltatore; i segnali 
restanti vengono amplificati e riprodotti tramite gli altoparlanti.
1 Cfr. G. MAZZEI, Giornalismo radio televisivo. Teorie, tecniche, linguaggi, RAI Eri, Roma, 
2005.
2 Generalmente c'è un canale per ognuno dei microfoni e per ognuno dei computer collegati 
che trasmettono i brani musicali, le sigle, le basi, le interviste telefoniche.
7
Da www.tpub.com/content/armycomsystems/
SS03456/SS034560018.htm
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Informazioni tesi

  Autore: Luca Policastro
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo
  Relatore: Mario Bottaro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 106

FAQ

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