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Il governo della conoscenza nella pubblica amministrazione: l'open access nel Geoportale di Arpa Piemonte

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Anteprima della tesi: Il governo della conoscenza nella pubblica amministrazione: l'open access nel Geoportale di Arpa Piemonte, Pagina 8
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dell’impresa in reti collaborative viene vista da un’altra prospettiva [Whitford e 
Zeitlin, 2003]. La volatilità delle tecnologie utilizzate, l’accorciamento dei cicli 
produttivi, la complessità dell’ambiente relazionale, fisicamente circostante e non, 
delle dinamiche che lo attraversano e delle conoscenze, non solo economiche, al 
proposito, così come la competitività indotta dalle pressioni da parte dei consumatori 
esigenti varietà, velocità, qualità e costo, «inducono in maniera simultanea a 
decentrare il rischio, a ridurre le giacenze di magazzino e ad allargare il pool delle 
conoscenze specializzate disponibili per i singoli produttori» [Herrigel, 2003: 107]. 
Tale prospettiva, nello specifico contesto delle dinamiche della filiera produttiva 
aziendale
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, si manifesta, perciò, nella propensione delle grandi imprese clienti, 
Original Equipement Manufacturer (OEM), a «rivolgersi in modo esteso 
all’outsourcing e a cambiare i caratteri dei loro rapporti con i fornitori, passando dal 
vecchio modello» del subcontracting di “capacità” al sempre piø diffuso (per quanto, 
come si vedrà, non nuovo) subcontracting “specializzato”. Se nel primo gli OEM 
esternalizzavano solo ciò che eccedeva la loro capacità produttiva interna «per far 
fronte ai picchi della domanda», nel secondo si rivolgono ai fornitori per il completo 
svolgimento di determinate attività produttive. «Almeno nel breve e medio periodo 
[…gli OEM fanno affidamento] sulla tecnologia specializzata del fornitore e/o sulla 
capacità professionale del suo lavoro», nonchØ, conseguentemente, sulle connesse 
conoscenze in suo possesso in merito ad ambiti principalmente specialistici estranei 
all’impresa cliente o altrimenti difficilmente copribili. 
In tal caso, dunque, spesso i «fornitori producono beni rispetto ai quali non esiste 
alcuna capacità o know-how negli OEM» [Whitford e Zeitlin, 2003: 57-58; Herrigel, 
2003: 107] e le imprese, grazie a tali meccanismi, possono, oltre che ridurre i propri 
costi fissi e proteggersi dai rischi di investimenti specializzati, accedere a risorse e 
conoscenze rilevanti competitivamente altrimenti non accessibili e far leva su 
innovazioni sviluppabili non solo in-house ma anche all’esterno dell’impresa. 
                                                 
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 Similmente a quanto avviene con la catena delle imprese fornitrici, ma con relazioni di fornitura non 
aziendali e spesso non formalizzate (come nel caso di una conoscenza traibile da informazioni 
pubblicamente disponibili, per esempio, tramite infrastrutture informatiche tematiche o portali federati 
di enti pubblici), le imprese, anzichØ preoccuparsi di sviluppare conoscenze in merito a un dato ambito 
strategico, le acquistano da un organismo appositamente incaricato (come, per esempio, in occasione 
di commissioni assegnate a centri di ricerca) o di sua natura deputato alla produzione e condivisione di 
dati e informazioni in merito all’ambito in questione (ed eventualmente ad altri ancora), potendo 
dedicarsi ad attività diverse o allo sviluppo piø congeniale di altre conoscenze.
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Informazioni tesi

  Autore: Davide Barberis
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Produzione e Organizzazione della Comunicazione e della Conoscenza
  Relatore: Cristiano Antonelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 298

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