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Il gran consiglio del fascismo sotto l'aspetto politico - giuridico

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Anteprima della tesi: Il gran consiglio del fascismo sotto l'aspetto politico - giuridico, Pagina 13
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Farinacci, appena nominato segretario del Partito, come portavoce di 
Mussolini dichiarava alla stampa che “la Camera poteva rimanere in vita 
fin tanto che  faceva comodo al governo, anche per l’intera durata della 
legislatura che scadeva nel 1929; che ad ogni modo le elezioni non erano 
vicine: confermando così il giudizio degli oppositori, che il permanere 
del governo fascista rendeva di per sé inutile la consultazione del 
paese”
8
. 
Il 14 gennaio la Camera approvava la conversione in legge di oltre 
duemila decreti-legge, e successivamente il Senato li approvava. Si 
trattava di un evidente abuso, perché il potere di emanare decreti-legge 
era ammesso in tempo di guerra; ma in tempo di pace non era possibile 
scavalcare Camera e Senato, e presentare loro per l’approvazione  
provvedimenti governativi peraltro già attuati in una violazione allo 
Statuto. 
Il Governo fascista cercava quindi, almeno formalmente, di non 
sovvertire i rapporti tra il Parlamento ed il potere esecutivo. Allo stesso 
tempo però veniva assolto Augusto Ragazzi, reo di omicidio e di altri 
delitti contro la popolazione di Molinella (Bologna). Il 6 marzo Regazzi 
e i suoi complici furono assolti dalla Corte di Assise. La soluzione 
meritò il plauso del Segretario del Partito Farinacci perché i giudici 
avevano saputo non confondere "un episodio della rivoluzione con i 
volgari delitti comuni".  
Nel giugno 1925, veniva prosciolto in istruttoria al Senato il Generale De 
Bono; il proscioglimento fu pronunciato con formula piena dall'accusa di 
complicità nel delitto di Matteotti e per insufficienza di prove. Uno degli 
ultimi tentativi di opposizione legalitaria era una petizione al re contro la 
violazione della libertà di stampa compiuta dal Governo. L'iniziativa era 
stata presa da tre giornali: il "Corriere della Sera”, “Giornale d'Italia” e 
“La Stampa". 
Il generale Cittadini, primo aiutante del Re rispondeva quanto segue : 
"L’esposto diretto a sua Maestà il Re, pervenuto al mio indirizzo, è stato 
da me presentato al Sovrano, e quindi trasmesso per ordine della Maestà 
Sua, a sua Eccellenza il Presidente del Consiglio dei Ministri".  
Nasceva la stampa clandestina. Nel gennaio 1925, a Firenze, con i 
fratelli Rosselli, Ernesto Rossi, Nello Traquandi, Dino Vannucci, usciva 
il primo numero di "Non Mollare", che nel mese di ottobre cessava le 
pubblicazioni.  
Il 24 gennaio 1925 si riuniva il Consiglio Nazionale del Partito Popolare 
espellendo i deputati clerico - fascisti che alla Camera avevano votato 
per la riforma elettorale, inoltre veniva pubblicato in un primo tempo un 
                                                 
8
  L. Salvatorelli – G. Mira, Storia d’Italia nel periodo fascista, Milano, 1964, p. 358.  

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Informazioni tesi

  Autore: Mario Massa
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 169

FAQ

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bottai
ciano
fascismo
fascista
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