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Il gran consiglio del fascismo sotto l'aspetto politico - giuridico

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Anteprima della tesi: Il gran consiglio del fascismo sotto l'aspetto politico - giuridico, Pagina 14
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manifesto dove si dissociavano dall’opposizione dell'Aventino, dai 
repubblicani e dai massimalisti; in un secondo tempo i Popolari 
riconfermavano la loro solidarietà con l'Aventino. Soltanto l'11 febbraio 
la direzione del Partito Liberale dichiarava una netta opposizione al 
Governo. 
Gli anni 1925 - 1926 avevano visto rinforzarsi l'apparato poliziesco del 
fascismo, con l’elaborazione di una serie di leggi di carattere 
eccezionale, che da una parte dovevano eliminare gli ultimi nemici e 
dall'altra consolidare il Regime. Il 28 ottobre 1926, nel chiudere i 
festeggiamenti per il quarto anniversario della marcia su Roma, 
Mussolini, trovandosi a Bologna, passò in rivista le legioni emiliane 
della milizia.  
Il 31 ottobre, mentre si recava alla stazione in un’automobile aperta, tra 
due ali di folla, veniva colpito da un colpo di rivoltella sparato da un 
ragazzo bolognese. Il proiettile gli sfiorò il petto, lacerandogli la stoffa 
della giubba. Il giovane attentatore venne subito ucciso sul posto dai 
fascisti presenti che gli si precipitarono addosso. Tale episodio, benché 
di natura isolata, fu il pretesto per lo scatenarsi di rappresaglie contro i 
giornali dell'opposizione; in varie città venivano effettuate varie 
spedizioni punitive. Il “Popolo d'Italia”, organo del Partito Fascista, in 
un articolo del 1° novembre 1926, scriveva in una nota: "Un regime 
rivoluzionario ha le sue leggi rivoluzionarie e inesorabili che lo 
salvaguardano". 
Il Ministro della Giustizia Alfredo Rocco presentava il disegno di legge 
"Difesa della Stato" da presentarsi in Parlamento, che istituiva la pena di 
morte e il Tribunale Speciale. 
La legge 25 novembre 1926 n° 2008, sui provvedimenti per la sicurezza 
dello Stato, introduceva la pena di morte per gli attentati contro il Re, la 
Regina, il Principe ereditario e il Capo del Governo e per alcuni gravi 
delitti contro la sicurezza per lo Stato. Per giudicare tali reati era previsto 
un Tribunale Speciale. Alla legge speciale del 1926, facevano seguito 
quella del 1930, il nuovo codice penale e quello di procedura penale. 
Nella sua relazione alla Camera dei Deputati, Rocco dichiarava che la 
legislazione vigente si era dimostrata inadatta non solo a prevenire i 
crimini, ma anche a soddisfare l'opinione pubblica con una ragionevole e 
severa punizione dei crimini già commessi. 
Il Ministro discuteva sull'irriducibilità persistente dei nemici dello Stato 
proponendo la pena di morte per delitti aberranti e chiedendone 
l'applicazione per i reati politici. 
 
Nella sua relazione, Rocco giustifica la legge istitutiva del Tribunale 
Speciale considerando che questo istituto è previsto per durare cinque 
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Informazioni tesi

  Autore: Mario Massa
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 169

FAQ

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bottai
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