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Il gran consiglio del fascismo sotto l'aspetto politico - giuridico

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Anteprima della tesi: Il gran consiglio del fascismo sotto l'aspetto politico - giuridico, Pagina 2
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Il 21 marzo 1919 Mussolini riuniva i suoi aderenti milanesi (circa una 
settantina) ed esponeva loro la necessità di costituire un gruppo di 
uomini decisi a continuare all'interno la guerra combattuta contro il 
nemico esterno. In questo tema iniziale è contenuta tutta la storia 
posteriore del fascismo fino alla marcia su Roma ed oltre. 
Venne costituito per primo il fascio milanese di combattimento, con una 
giunta di cui, oltre Mussolini, facevano parte Michele Bianchi, Mario 
Giampaoli, Ferruccio Vecchi ed altri. 
Nell’assemblea del 23 marzo, (non molto più numerosa della precedente, 
forse centoventi persone), presieduta da Ferruccio Vecchi, avvenne la 
fondazione dell'organizzazione nazionale “Fasci italiani di 
combattimento”, con un comitato centrale, in un salone al primo piano 
del numero 9 di Piazza San Sepolcro. Il programma ufficiale dei fasci 
venne pubblicato più tardi. 
Nell'adunata del 23 marzo, Mussolini si dichiarava pronto a sostenere 
energicamente le rivendicazioni materiali e morali delle associazioni dei 
combattenti, si opponeva all'imperialismo degli altri popoli a danno 
dell'Italia e all'eventuale imperialismo italiano a danno degli altri popoli, 
accettando i postulati della Società delle Nazioni, che presupponevano 
l’integrazione di ciascuna nazione, integrazione che per l'Italia 
comprendeva Fiume e la Dalmazia, e impegnando i fascisti a sabotare le 
candidature dei neutralisti di tutti i partiti. 
Vennero formulate altre proposte, tra le quali: la Costituente Nazionale, 
quale sezione italiana della Costituente Internazionale dei Popoli 
(formula presa dall'Unione Nazionale del Lavoro); una Repubblica 
Italiana con autonomia comunale e regionale; il suffragio universale 
uguale per ambo i sessi e il referendum popolare con diritto di veto e di 
iniziativa; l’abolizione del Senato, dei titoli di casta, della polizia 
politica, della coscrizione obbligatoria, la libertà di pensiero e di 
coscienza, di religione, di associazione, di stampa, di propaganda; la 
funzione dello Stato limitata alla direzione nazionale civile e politica; lo 
scioglimento delle società anonime; la soppressione di ogni speculazione 
borsistica e bancaria; il censimento e il prelevamento delle ricchezze; la 
confisca dei redditi improduttivi; il pagamento dei debiti del vecchio 
stato da parte degli abbienti; la giornata lavorativa di otto ore; la 
partecipazione dei lavoratori agli utili; la terra ai contadini; l’affidamento 
della gestione dei servizi pubblici a sindacati di tecnici e di lavoratori; il 
disarmo generale e il divieto di fabbricare armi da guerra, l’abolizione 
della diplomazia segreta, una politica internazionale ispirata 
all'indipendenza e solidarietà dei popoli.  
Era insomma il programma il più avanzato possibile, per chi non volesse 
arrivare al socialismo integrale, alla democrazia diretta o all'anarchia. 
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Informazioni tesi

  Autore: Mario Massa
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 169

FAQ

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bottai
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