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Il gran consiglio del fascismo sotto l'aspetto politico - giuridico

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Anteprima della tesi: Il gran consiglio del fascismo sotto l'aspetto politico - giuridico, Pagina 3
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La fondazione dei "Fasci italiani di combattimento" si collocava in un  
dopoguerra in cui erano in atto grandi mutamenti, sia nella vita 
economica dell'Italia, sia delle classi sociali.  
Di fronte alla grande maggioranza del popolo italiano, che aveva sofferto 
le privazioni ed i sacrifici della guerra sia al fronte che all'interno, si 
contrapponeva una minoranza che non solo non aveva sofferto, ma aveva 
largamente approfittato della guerra per arricchirsi.  
Il confronto tra i privilegiati della guerra e la massa degli altri rendeva 
più acuto tale stato d'animo. La maggior parte del ceto medio italiano 
aveva sempre vissuto in condizioni economiche assai modeste. Le masse 
proletarie dei contadini e degli operai avevano inoltre dato alla guerra un 
grandissimo contributo di soldati. A guerra finita, generale fu il desiderio 
di liberarsi di quel complesso di limitazioni, costrizioni, vincoli di ogni 
genere che il regime di guerra aveva imposto, e di recuperare la libertà. 
Uno dei fenomeni di tale periodo, fu la "scioperomania". Il contesto 
economico rendeva inevitabile il ricorso agli scioperi, ma patologica fu 
la facilità con cui vi si fece ricorso, talvolta per i motivi più strani e più 
futili. Ma gli scioperi portavano facilmente a forti tensioni e a violenze. 
In tale contesto si ebbe l'occupazione delle fabbriche concomitante con il 
ritorno al governo di Giolitti, il quale iniziava una graduale e prudente 
restaurazione dell'autorità dello Stato. 
Solo a Milano gli stabilimenti occupati aumentarono a circa 
centosessanta, ed altrettanti a Torino. Dalle due massime città industriali, 
la parola d’ordine “occupazione delle fabbriche” si estese al settore 
metallurgico di tutta Italia. La direzione della produzione veniva assunta 
dalle commissioni interne di fabbrica, mentre quasi tutti i tecnici e gli 
impiegati abbandonavano le officine. Per proteggere l'esperimento, gli 
stabilimenti furono messi in stato di difesa con guardie rosse ed in taluni 
casi con reticolati e mitragliatrici. 
Nella sinistra italiana intanto andava maturando la scissione tra il partito 
socialista e la frazione comunista. Giolitti per suo conto mantenne un 
indirizzo filo-operaio, manifestato concretamente nella conclusione 
dell'occupazione delle fabbriche, dichiarando come ragionevole la 
protesta degli operai per i salari troppo bassi (meno di un dollaro al 
giorno). 
Alla fine del 1920 avvenne la svolta nella vita politica italiana. La 
divisione così profonda tra interventisti e neutralisti, protrattasi nelle 
dispute a guerra terminata, poteva considerarsi virtualmente superata. Il 
nuovo fattore che venne a perturbare il processo di risanamento fu il 
movimento - partito fascista guidato da Mussolini, con il suo contorno di 
arditi e futuristi.  Paradossalmente, nei limiti in cui stettero veramente 
dalla parte delle forze dell'ordine, essi furono poco più che "mosche 
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Il gran consiglio del fascismo sotto l'aspetto politico - giuridico

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Informazioni tesi

  Autore: Mario Massa
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 169

FAQ

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bottai
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