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Il lavoro penitenziario dopo il D. Lgs. n. 124 del 2018

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Anteprima della tesi: Il lavoro penitenziario dopo il D. Lgs. n. 124 del 2018, Pagina 4
23 
 
ma anche di quelle speciali predisposte negli artt. 36 e successivi della Costituzione
86
. 
Peraltro, come è stato affermato da autorevole dottrina, a prescindere dalla tipologia 
contrattuale in cui esso si esplica, la Costituzione tutela il lavoro inteso come <<qualunque 
prestazione che concorra al progresso materiale o spirituale della società>>
87
, quindi anche 
con riferimento a prestazioni che potrebbero non essere connaturate da alcuna utilità 
economica. Il lavoro penitenziario deve per forza esservi incluso, a meno di non voler 
affermare che <<la detenzione faccia venire meno lo status di cittadino della persona 
ristretta nella propria libertà personale>>
88
, e dunque <<la esenti dai doveri "inderogabili" 
di solidarietà economica, politica e sociale di cui all'art. 2 della Costituzione e dal diritto-
dovere di lavorare per contribuire al progresso della società di cui all'art. 4>>.
89
 Inoltre, da 
altra prospettiva, il carcere è comunque <<luogo costituzionale>> ed in esso non ricorre 
solo l’applicazione dell’art. 27 comma 3 della Costituzione ma <<l’intera trama della 
nostra Carta fondamentale>>.
90
 Non solo con la riforma del 1975 e con gli approdi 
sovranazionali si è pervenuti ad un mutamento di prospettiva tale da abbandonare la 
funzione del lavoro in chiave afflittiva ma, affermandone la portata risocializzante, una 
lettura costituzionalmente orientata impone di riqualificare i soggetti da detenuti lavoranti 
a lavoratori privati della loro libertà personale.
91
In questo senso, se consideriamo la pena 
nella sua funzione rieducativa, ovvero come strumento capace di “colmare” le carenze che 
hanno portato il soggetto a delinquere, analizzando anche il contesto di vita da cui la 
maggior parte dei detenuti provengono, prevalentemente caratterizzato da uno <<status 
lavorativo fragile e dequalificato>>
92
, un lavoro viceversa stabile, professionalizzante e 
retribuito in modo proporzionato qualitativamente e quantitativamente, si prospetta come 
 
86
 L’art. 36 prevede il diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro prestato, 
nonché sufficiente ad assicurare al lavoratore e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa; esso inoltre 
richiama la legge ordinaria per quanto riguarda la durata della prestazione nonché il diritto al riposo 
settimanale ed annuale retribuito; l’art. 37, tutela il lavoro della donna e del minore; l’art. 38 in materia di 
tutela assistenziale; l’art. 40 che tutela il diritto allo sciopero. Per la trattazione dei singoli diritti discendenti 
dal rapporto di lavoro subordinato in capo al lavoratore detenuto si veda il capitolo 2, dove si specifica come 
la giurisprudenza costituzionale sia ormai pervenuta alle medesime conclusioni della dottrina in punto di 
parificazione progressiva del lavoratore detenuto a quello libero, permangono tutt’ora delle differenziazioni 
in materia di diritti sindacali e in tema di retribuzione, specialmente per il rapporto di lavoro instaurato 
direttamente tra detenuto e amministrazione penitenziaria.  
87
 M. MAZZIOTTI, (voce) Lavoro (dir. cost.), Enciclopedia del diritto, XXIII, Milano, 1973, p. 380 
88
 V. FURFARO, Il lavoro penitenziario, aspetti giuridici e sociologici, cit., p.20 
89
 M. RUOTOLO, Diritti dei detenuti e Costituzione, Torino, 2002, p. 173 
90
 M. RUOTOLO, La detenzione e i diritti dei detenuti come tema costituzionalistico, in costituzionalismo.it, 
p. 2015 
91
 L’espressione, mutuata da G. CAPUTO, è ripresa anche da D. CHINNI, Il diritto al lavoro nell’esecuzione 
penale, in M. Ruotolo (a cura di) Dopo la riforma, i diritti dei detenuti nel sistema costituzionale, Napoli, 
2019, p. 19 
92
 G. MOSCONI, Il lavoro dentro il carcere tra afflittività e trattamento: la prospettiva dei diritti, cit., p. 30

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Informazioni tesi

  Autore: Giulia Ardizio
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2019-20
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Gianluca Varraso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 338

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Parole chiave

rieducazione
diritto penitenziario
reinserimento
lavoro penitenziario
lavoro detenuto
lavoro di pubblica utilità
obbligo di lavoro
d lgs 124 2018
124/2018
tesi diritto penitenziario

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