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Il lavoro penitenziario dopo il D. Lgs. n. 124 del 2018

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Anteprima della tesi: Il lavoro penitenziario dopo il D. Lgs. n. 124 del 2018, Pagina 7
26 
 
applicabile.
103
 L’introduzione della possibilità di produrre anche in auto consumo nonché, 
del lavoro di pubblica utilità, come tale, gratuito, non sembrano permettere il rispetto di 
questo principio
104
. Con evidente discriminazione rispetto ai soggetti dipendenti di imprese 
terze, cui l’art. 22 O.P. non sembra potersi applicare, in quanto specifico per il lavoro alle 
dipendenze dell’amministrazione penitenziaria.
105
 Ulteriore caratteristica, già anticipata, è 
la finalizzazione rieducativa, ovvero, attraverso un lavoro il più possibile simile a quello 
della società, quella di <<costituire un ponte di passaggio>>
106
, dalla detenzione alla 
libertà, in contrasto al fenomeno di emarginazione sociale che la detenzione comporta. 
Ultimo requisito è un’assegnazione effettiva, oltre che trasparente, come da ultimo 
modificato attraverso il decreto n. 124 del 2018. Il criterio dell’avviamento al lavoro 
tramite il ricorso alle “liste lavoranti”, sulla cui base distribuire i posti di lavoro disponibili 
all’interno e all’esterno dell’istituto, sia esso lavoro autonomo, alle dipendenze 
dell’amministrazione penitenziaria o di terzi, non è stato eliminato. Sono individuati i 
criteri, in modo oggettivo, per l’assegnazione. Le Commissioni per il lavoro penitenziario  
devono tenere “unicamente” conto << dell'anzianita' di disoccupazione maturata durante lo 
stato di detenzione e di internamento, dei carichi familiari e delle abilita' lavorative 
possedute, e privilegiando, a parita' di condizioni, i condannati, con esclusione dei detenuti 
e degli internati sottoposti al regime di sorveglianza particolare di cui all'articolo 14-
bis>>.
107
  Viene invece introdotta la necessità di procedere assicurando pubblicità alla 
procedura mediante la pubblicazione delle proposte di convenzione e di quelle sottoscritte 
sul sito del Ministero della Giustizia, inoltre, viene riformata la composizione delle 
 
103
 La modifica dell’art. 22 O.P. si deve al decreto n. 124 del 2018, si rinvia al capitolo 2 per quanto concerne 
la disquisizione sull’utilità o meno di un lavoro penitenziario scarsamente retribuito, caratteristica già 
condannata dalla C. Cost., sent. n. 1087 del 1988, cit. 
104
 D. CHINNI, Il diritto al lavoro nell’esecuzione penale, in M. Ruotolo (a cura di) Dopo la riforma, i diritti 
dei detenuti nel sistema costituzionale, cit., p. 19 
105
 L’opinione è condivisa da P. BRONZO, Sub art. 20, cit., p.323 e MARCHETTI sub art. 20, cit., p. 280, di 
diversa opinione A. ALCARO, La retribuzione del lavoro penitenziario alle dipendenze degli enti terzi: la 
controversa disposizione dell’art. 2, l. 22 giugno 2000, n. 193, c.d. legge Smuraglia, ADAPT, 3, 2019, 
secondo il quale anche al lavoro alle dipendenze di terzi, ma svolto all’interno del carcere, potrebbe 
applicarsi la riduzione della remunerazione prevista dall’art. 22 O.P.. Si veda capitolo 2, nota 147. In materia 
si auspica un intervento della Corte Costituzionale, atto ad aggiornare la pregressa posizione, espressa nella 
sent. n. 1087 del 1988, cit., laddove una differenziazione in punto di tutela retributiva veniva ammessa in 
quanto nel lavoro alle dipendenze dell’amministrazione il carattere “rieducativo” è prevalente rispetto a 
quello di impresa. D’altronde, la Corte si muove già nel solco di un progressivo riconoscimento dei medesimi 
diritti in capo al lavoratore libero, come è stato esplicitato nella sentenza n. 158 del 2001, cit., con nota di 
FIORENTIN, sia consentito rinviare al capitolo 2 per la trattazione di dettaglio. 
106
 V. FURFARO, Il lavoro penitenziario, aspetti giuridici e sociologici, cit., p.20 
107
 I criteri sono oggettivi ma non tengono conto della volontà o delle attitudini lavorative del soggetto, non 
conoscendo le precedenti esperienze del detenuto, il criterio utilizzato nella prassi è unicamente quello 
dell’anzianità e in ottica “assistenziale” ma non “professionale” , quello dei carichi famigliari pendenti. F. 
FIORENTIN, La riforma penitenziaria (DD. Lgs. 121, 123, 124/ 2018),cit., p. 90

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Informazioni tesi

  Autore: Giulia Ardizio
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2019-20
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Gianluca Varraso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 338

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Parole chiave

rieducazione
diritto penitenziario
reinserimento
lavoro penitenziario
lavoro detenuto
lavoro di pubblica utilità
obbligo di lavoro
d lgs 124 2018
124/2018
tesi diritto penitenziario

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