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Il lavoro penitenziario dopo il D. Lgs. n. 124 del 2018

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Anteprima della tesi: Il lavoro penitenziario dopo il D. Lgs. n. 124 del 2018, Pagina 8
27 
 
Commissioni per il lavoro penitenziario, al fine di attribuire ad esse maggiore potere 
decisionale. I posti di lavoro saranno stabiliti da queste ultime in base alle direttive del 
Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.
108
 La riforma non ha innovato ne 
dissipato i dubbi intercorrenti in dottrina sul riconoscimento di alcuni specifici diritti propri 
di qualunque lavoratore anche  in capo al lavoratore detenuto, in aperto contrasto con una 
piena applicazione del principio di equiparazione delle condizioni di lavoro a quello del 
mondo libero con finalità risocializzante. Il problema non si pone o meglio, risulta essere 
meno problematico per i lavoratori all’esterno
109
, con riferimento al riconoscimento: del 
diritto alle ferie, di una retribuzione parametrata a quella per il lavoro libero, del diritto di 
sciopero e dello svolgimento di attività sindacale, del diritto al rispetto della qualifica 
professionale e all’indennità di anzianità. Ad essi, grazie alla disposizione dell’art. 48 Reg. 
Es., devono essere riconosciuti tutti i diritti in capo ai lavoratori liberi, inclusa la normativa 
sul contratto a tempo indeterminato e sui licenziamenti
110
. La problematica sorge invece 
per i lavoratori all’interno del carcere alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria, 
per i quali non è prevista una disposizione analoga all’art. 48 Reg. Es. e di conseguenza si 
potrebbe affermare che ad essi non spettino analoghi diritti. In realtà, l’art. 20 prevede il 
riconoscimento dei limiti in materia di orario di lavoro, il riposo festivo e la tutela 
assicurativa e previdenziale. Inoltre, la sentenza che ha dichiarato l’incostituzionalità 
dell’art. 20, nella parte in cui non si prevede il riconoscimento del diritto al riposo annuale 
retribuito, anche per il lavoratore all’interno, in specie quello  alle dipendenze 
dell’amministrazione, ha fatto si che la riforma del 2018 semplicemente adeguasse 
l’articolo alla sentenza della Consulta, 
111
  che oggi prevede al comma 13 il riconoscimento 
del << riposo festivo, del riposo annuale retribuito e della tutela assicurativa e 
previdenziale>>.  La stessa ha affermato questo diritto in modo esplicito per il lavoratore 
alle dipendenze dell’amministrazione ma ben può questa essere applicata ad altri lavoratori 
detenuti subordinati in funzione di un’interpretazione analogica del passaggio della 
sentenza nel quale la Corte afferma che lo status detentivo non può negare il 
 
108
 P. BRONZO, sub art. 20, cit., p. 380. Sia consentito rinviare al capitolo 2 per quanto concerne 
l’organizzazione del lavoro penitenziario. 
109
 L’art. 48 Reg. Es. consente infatti di applicare ai soggetti lavoranti all’esterno le medesime condizioni 
applicabili ai soggetti lavoratori in libertà, analoga formula non sussiste per i lavoratori all’interno del 
carcere. Per una disamina dei singoli diritti riconosciuti al detenuto lavoratore alle dipendenze 
dell’amministrazione penitenziaria sia consentito rinviare al capitolo 2; per i diritti riconosciuti al lavoratore 
impiegato presso terzi, in specie all’esterno, si veda il capitolo 3.  
110
 M. VITALI, Lavoro penitenziario, cit., p. 12, MARCHETTI sub art. 20, cit., p. 280 
111
 Sentenza della Corte Costituzionale n. 158 del 2001, Cass. Pen.,  2001, p. 2957

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Informazioni tesi

  Autore: Giulia Ardizio
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2019-20
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Gianluca Varraso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 338

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Parole chiave

rieducazione
diritto penitenziario
reinserimento
lavoro penitenziario
lavoro detenuto
lavoro di pubblica utilità
obbligo di lavoro
d lgs 124 2018
124/2018
tesi diritto penitenziario

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