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Il Liber manualis, commento ai salmi penitenziali, 118 e graduali di Alcuino di York

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filosofico allora molto discusso in quegli ambienti, se cioè le tenebre e il nulla fossero 
o no delle entità. Fridugiso risolve la questione in senso positivo e attribuisce corpo 
alle tenebre e consistenza al nulla, facendone la materia primordiale da cui Dio 
avrebbe tratto l’universo
51
. Questa posizione fu confutata in seguito dal vescovo di 
Lione Agobardo.
52
 
 
 
1.5 IL COMMITTENTE: ARNONE DI SALISBURGO 
 
Nato intorno al 746 in Baviera, Arnone compie gli studi a Frisinga, dove viene 
ordinato sacerdote; nel 776 entra come monaco benedettino nel monastero di Saint-
Amand, dove sei anni più tardi viene eletto abate. Nominato vescovo di Salisburgo 
nel 785, allaccia stretti rapporti con Carlo Magno e la sua corte, specialmente con 
Alcuino e Angilberto, e conduce la sua diocesi a un massimo di potenza e di 
splendore. Dopo le guerre avariche, Arnone dà impulso ad una vastissima attività 
missionaria tra le popolazioni slave della Carinzia e della Pannonia, estendendo i 
confini diocesani fino alla Drava, (costituita confine verso Aquileia nell’811 da Carlo 
Magno) e alle pianure ungheresi. Nel 796 partecipa al sinodo convocato da Pipino re 
d’Italia ad ripas Danubii sotto la presidenza di Paolino d’Aquileia per stabilire la 
condotta da seguire nell’evangelizzazione degli Avari, e l’anno successivo è presente 
alla dieta di Aquisgrana, in cui fu emanato il secondo Capitolare per la Sassonia. 
                                                 
51
 Con l’opuscolo De substantia nihili et tenebrarum, Fridugiso si propone di risolvere una sorta di quaestio filosofica, 
se il nulla sia qualcosa oppure no, cercandone la soluzione su base razionale, per aggiungervi soltanto in seguito il 
sostegno dell’autorità scritturale. Egli osserva che già sul piano grammaticale, poiché in latino una doppia negazione 
equivale ad una affermazione, sostenere che “il nulla non è” equivale a dire “ciò che non è” è “ciò che non è”, dove 
l’uso della copula è implica la predicazione di qualcosa di esistente che corrisponda al significato della parola “nulla”. 
La dialettica approfondisce poi queste osservazioni ricordando che ogni nomen corrisponde ad un intellectus mentale 
che significa qualcosa di finito, e che ad ogni intellectus corrisponde una res esistente: la parola nihil è un termine 
definito e produce un concetto nella mente, perciò è impossibile che ad esso non corrisponda qualcosa. Solo a questo 
punto Fridugiso ricorre alla conferma scritturale: se la creazione è avvenuta ex nihilo, questo nihil è qualcosa, altrimenti 
il testo biblico non avrebbe senso. La seconda parte dell’opuscolo affronta in modo complementare il tema 
dell’esistenza delle tenebre, argomentando che se Dio, dopo aver diviso la luce dalle tenebre, diede alla prima il nome 
di “giorno” e alle seconde il nome di “notte”, tale impositio nominis non avrebbe potuto aver luogo se le tenebre non 
fossero qualcosa.  
52
 Agobardo di Lione, Liber contra obiectiones Fredegisi abbatis, PL CIV, coll. 159-174. Per approfondimento, cfr. 
M.L. Colish, Carolingian Debates over “Nihil” and “Tenebrae”: A Study in Theological Method, “Speculum” 59 
(1984), pp. 757-95. 

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Informazioni tesi

  Autore: Silvia Guidi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1996-97
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Silvia Cantelli Berarducci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 371

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