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Il Liber manualis, commento ai salmi penitenziali, 118 e graduali di Alcuino di York

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diventato l’unica religione ufficialmente ammessa entro i confini dell’impero, non 
aveva mai conosciuto una scuola cristiana in quanto tale. Quanto poi alle poche 
scuole di cui abbiamo attestazione nei secoli VII e VIII, si tratta o di scuole legate 
alle cancellerie reali, per lo più finalizzate alla preparazione tecnica degli agrimensori 
e dei notai, o di scuole monastiche. Nel caso di queste seconde è stato ampiamente 
dimostrato come esse impartivano un livello di istruzione elementare, dove lo studio 
delle lettere aveva un ruolo del tutto marginale. 
Di contro, nella corrispondenza di Alcuino abbiamo chiara testimonianza di come 
questi si sia impegnato, una volta passato a Tours, nella costituzione di una scuola 
organizzata in una serie di ordines, gerarchicamente correlati: gli ordines più bassi 
corrispondevano allo studio del computo, del canto, della grammatica; quelli 
superiori erano finalizzati allo studio della Scrittura. Eguali testimonianze ci vengono 
anche dalle lettere dei suoi corrispondenti, che gli scrivono per avere suggerimenti su 
come procedere, o per mettere al corrente lui o Carlo dei successi ottenuti. Più in 
generale lo stesso quadro ci viene anche dalle testimonianze successive che 
provengono dalle grandi scuole delle abbazie di Corbie, Fulda, Reichenau, San 
Gallo
7
. 
Colta la novità della scuola carolingia, non potranno sfuggire i problemi che questa 
nuova istituzione subito pose. Pensiamo in particolare alla necessità di disporre di 
testi di studio adeguati, testi che la tradizione non metteva in alcun modo a 
disposizione
8
. Non a caso buona parte della produzione dei maestri carolingi della 
                                                 
7
Cfr. lo studio di J. Marenbon sul circolo degli allievi di Alcuino, From the Circle of Alcuin to the School of Auxerre, 
Cambridge 1980. 
8
Alcuino si occupa anche della  revisione dei testi liturgici, curando un’ ”edizione critica”del Sacramentario Gregoriano. 
Verso la fine del sec. VIII Carlo Magno, nell’intento di introdurre in tutto l’impero la liturgia romana, chiede a papa 
Adriano (771-795) un sacramentario che serva di norma. Il papa, tra il 784 e il 791, gli manda il Liber sacramentorum a 
sancto dispositus praedecessore nostro Dei filio Gregorio papa. Il codice rimane come esemplare tipico nella biblioteca 
imperiale di Aquisgrana ed è ripetutamente copiato. Il nuovo sacramentario adrianeo-gregoriano si introduce nel regno 
franco sostituendo a poco a poco i sacramentari gelasiani o gregoriani preesistenti; ma il nuovo modello non 
corrisponde appieno alle esigenze gallicane, e Alcuino riceve l’incarico di integrarlo e correggerlo. Il maestro 
anglosassone estrae alcuni formulari dai sacramentari usati fino ad allora, formandone un supplemento che aggiunge al 
manoscritto venuto da Roma. Al supplemento premette un prologo (la praefatiuncula “Hucusque”) in cui spiega i criteri 
usati nella compilazione. Il sacramentario franco, munito del supplemento alcuiniano, si diffonde rapidamente; alcune 
chiese, per maggiore comodità, compongono propri supplementi, mentre altre, per rendere il libro ancora più pratico, 
cominciano a scrivere i formulari in margine o ad inserirli nel testo, finchè nel sec. X la fusione diventa completa e il 
sacramentario con il supplemento formano un tutto organico. Per approfondimento, cfr. C. Vogel, La réforme liturgique 
sous Charlemagne, in Karl der Grosse II, p. 217-232; G. Ellard, Master Alcuin, Liturgist, Chicago 1956.   

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Informazioni tesi

  Autore: Silvia Guidi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1996-97
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Silvia Cantelli Berarducci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 371

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