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Il marketing dei musei. Il caso della fondazione Guggenheim.

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Anteprima della tesi: Il marketing dei musei. Il caso della fondazione Guggenheim., Pagina 10
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disparità  di reddito e di grado di istruzione
4
, con un effetto redistributivo a favore 
delle classi sociali più deboli. 
3. La legge della crescita sbilanciata, o “morbo di Baumol”: sostiene che le 
istituzioni che producono beni o servizi culturali appartengono al cosiddetto 
settore “stagnante”, ovvero quello che ha difficoltà “ad incorporare il progresso 
tecnologico nella funzione di produzione” e a conseguire pertanto significativi 
incrementi di produttività. Alla stabilità della produzione ed ai conseguenti costi 
unitari di produzione crescenti si contrappone l’aumento della remunerazione 
degli artisti, o del fattore lavoro più in generale, che segue l’andamento dei salari 
degli altri settori dell’economia: viene così a crearsi un deficit, permanente e 
crescente nel tempo, tra costi e ricavi nel settore della cultura che deve quindi 
essere sovvenzionato, pena la sua scomparsa. 
   
  Ciò nonostante, nell’odierno dibattito sulla necessaria valorizzazione della 
cultura e dell’arte, sempre maggiore è l’importanza che viene riconosciuta al  
“privato”, principalmente su due punti. Il  primo riguarda l’impegno finanziario e più 
in generale le risorse che queste attività richiedono. In assenza di possibili guadagni 
di produttività, comparabili a quelli che l’industria moderna ha consentito nei 
principali settori produttivi, molte attività culturali richiedono infatti un crescente 
volume di risorse, che prima o poi eccede la capacità di tassare del settore pubblico. 
Da qui la necessità di individuare canali di finanziamento alternativi, sostitutivi o 
aggiuntivi, ricorrendo all’apporto dei privati tramite varie forme di sponsorizzazioni, 
concessioni, licenze e così via. 
 Il secondo, più controverso, punto, che in generale riguarda tutta la gamma dei 
servizi pubblici, è sulla necessità di adottare criteri e principi privatistici nella 
gestione dei beni culturali, nell’ipotesi che questa integrazione determini quei 
                                                           
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 Il reddito disponibile e il livello di istruzione ( anch’esso funzione della distribuzione di reddito) sono le variabili che 
influenzano direttamente la formazione delle preferenze nei processi di consumo culturale. In presenza dei soli 
meccanismi di mercato, la distribuzione dei beni culturali sarebbe quindi a favore delle classi sociali caratterizzate da 
una più ampia disponibilità economica, in contrasto con la natura meritoria di tali beni.(cfr. Solima L., (1998), La 
Gestione Imprenditoriale dei Musei. Percorsi Strategici e Competitivi nel Settore dei Beni Culturali, ed. Cedam, 
pag.15) 
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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Sbattella
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Sergio Cherubini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 415

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Parole chiave

arte
beni culturali
comunicazione dei musei
economia e arte
fondazione guggenheim
marketing
marketing museale
marketing nei musei
marketing territoriale
musei
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