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Il mercato dell’arte contemporanea e le fiere di settore: il caso MiArt

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Anteprima della tesi: Il mercato dell’arte contemporanea e le fiere di settore: il caso MiArt, Pagina 5
Un bene d’arte deve allora possedere un valore estetico (caratteristica primaria) variamente definito: 
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il soggetto, l’aura artistica, la bellezza, l’impatto emozionale. 
Dominique Sagot-Duvauroux, Silvie Pflieger e Bernard Rouget mettono l’accento su una 
prospettiva dinamica e identificano un bene artistico come quello in cui, all’inizio, la qualità è 
nascosta. Il bene d’arte è riconosciuto come tale e diviene oggetto di scambio solo se e quando la 
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sua qualità intrinseca viene rivelata dalle mostre, dalla critica, dall’apprezzamento monetario, ecc. 
Se nelle precedenti definizioni il riconoscimento dello status artistico precede e giustifica lo 
scambio, nell’approccio sociologico di Pierre Bourdieu l’elemento cruciale è la definizione sociale 
del paradigma artistico: ciò che è o non è arte deriva dalla valutazione della società piuttosto che da 
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caratteristiche psicologiche dell’individuo o da caratteristiche materiali intrinseche del bene. 
Tutte queste definizioni riconoscono nel bene artistico un elemento specifico distinto dal prezzo, 
che potremmo chiamare merito artistico. L’analisi economica del funzionamento del mercato 
dell’arte presuppone un collegamento significativo tra valore monetario e merito artistico. Se il 
merito artistico dell’opera è socialmente riconosciuto (l’opera “piace” a molti), il numero degli 
acquirenti potenziali è maggiore di quello di una transazione in cui il merito artistico è riconosciuto 
da pochi, al limite dal solo artista. In questo senso, a un elevato prezzo di mercato, in genere 
espressione di una forte competizione tra gli acquirenti, si connette un condiviso riconoscimento 
della qualità artistica dell’opera. 
L’analisi economica del mercato dell’arte comporta quindi alcune conseguenze di metodo: non è 
possibile distinguere il “bello” dal “brutto” e i beni e i servizi d’arte sono definiti tramite il 
comportamento degli agenti individuali piuttosto che in base a una definizione esogena di esperti e 
critici d’arte (che al più svolgono un ruolo di certificazione del merito artistico). L’arte è un 
concetto dinamico, che muta nel tempo: ciò che era rifiutato in passato (come le opere “degenerate” 
2
 Cfr. W. W. Pommerehne e J. M. Granica, Perfect reproduction of works of Art: substitutes or heresy?, in “Journal of 
Cultural Economics”, vol.19, 1995, pp. 237-249. 
3
 Cfr. D. Sagot-Duvauroux, S. Pflieger e B. Rouget, Le marché de l’art contemporain en France. Prix et strategies, La 
Documentation Française, Paris, 1991. 
4
 Cfr. P. Bourdieu, La distinction. Critique sociale du jugement, Minuit, Paris, 1979. 
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Informazioni tesi

  Autore: Alessandra Addonizio
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Shane Niall  O’Higgins
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 87

FAQ

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Parole chiave

arte contemporanea
economia dell'arte
fiere
fiere d'arte
mercato dell'arte
miart

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