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Il movimento operaio in Germania dalle origini alla Prima Guerra Mondiale

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Anteprima della tesi: Il movimento operaio in Germania dalle origini alla Prima Guerra Mondiale, Pagina 2
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seppur con diverse varietà nella maggior parte del Paese, ma era nelle 
regioni orientali che poteva esercitare la propria supremazia. In tali 
regioni, gli Junker, una casta militare di proprietari terrieri, traevano 
notevoli proventi dalle corveés e dalle prestazioni di lavoro 
obbligatorio dei contadini. Nelle regioni occidentali, sia per merito dei 
governanti che intendevano accrescere la capacità contributiva dei 
contadini, sia per l’influenza delle invasioni francesi durante la 
rivoluzione, le corvées e tutte le altre forme di servitù furono abolite e 
convertite in obblighi, in denaro o in natura. Non vi fu però alcun 
processo di distribuzione delle terre, che pertanto rimanevano di 
proprietà dei signori. Facevano eccezione a tale situazione le province 
della Renania e della Westfalia, che per merito della legislazione 
liberatrice della Rivoluzione francese si disfarono dell’arretratezza 
feudale permettendo alle industrie di svilupparsi in svariati rami 
produttivi.  
 
Nelle città il lavoro, di solito costituito da attività artigianali, era 
organizzato in corporazioni. Le norme della corporazione erano 
particolarmente severe. Tra queste, una in particolare imponeva ai 
garzoni l’obbligo di effettuare un periodo lavorativo all’estero come 
condizione necessaria per far si che i garzoni potessero diventare a 
loro volta maestri. In Svizzera, Inghilterra, Francia i garzoni artigiani 
tedeschi conobbero condizioni più “progredite” di quelle tedesche; 
molti rimasero all’estero, altri tornarono in patria con idee più libere. 
Nel 1810 le corporazioni prussiane furono abolite per mezzo di un 
editto imperiale. L’abolizione dell’obbligo corporativo provocò un 
enorme aumento del numero degli artigiani, con il risultato che la 
maggior parte di loro non poté reggere alla concorrenza e fu pertanto 
costretta a lavorare alle dipendenze dei fabbricanti.  
 
Tale fenomeno non interessò esclusivamente gli artigiani, ma 
anche gli apprendisti ed i garzoni, che, se prima della liberalizzazione 
dei mestieri potevano ambire ad un miglioramento del loro status, con 
l’entrata in vigore delle nuove disposizioni videro nel lavoro salariato 
l’unica possibilità di sopravvivenza. Molti furono però quelli che 
scelsero la via dell’emigrazione; saranno proprio gli emigrati tedeschi 
che daranno il via alla formazione delle prime organizzazioni dei 
lavoratori. Se oltre alla Prussia  si eccettuano le regioni della Baviera 
e dell’Assia, situate nella Germania centro meridionale, in cui 
l’ordinamento corporativo fu eliminato sin dalla fine del 1700 per 
merito della politica napoleonica, si dovrà attendere la costituzione 

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Il movimento operaio in Germania dalle origini alla Prima Guerra Mondiale

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Informazioni tesi

  Autore: Sebastiano Roberto Oggiano
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Augusto Viana
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 74

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