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Il paradiso disabitato. Aporie e paradossi del monismo neoplatonico da Plotino a Eriugena

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Anteprima della tesi: Il paradiso disabitato. Aporie e paradossi del monismo neoplatonico da Plotino a Eriugena, Pagina 5
IL MONISMO 
 
 
 
2 
 
un monismo solo realtivamente a un target e una unit, laddove il monismo che ha come target t 
contato tramite u è l’idea che t contato tramite u sia uno
4
. (traduzione mia) 
Quindi: ogni monismo condivide la tesi dell’unità, ma ognuno differisce dall’altro sulle 
questioni di target (a cosa attribuisco l’unità?) e di unit (in base a cosa conto?). Per 
chiarire meglio cosa si intende per “target” e “unit” utilizziamo un esempio di Frege: 
 
Guardando lo stesso fenomeno esterno posso dire con eguale verità sia ‘Questo è un gruppo di 
alberi’ sia ‘Questi sono cinque alberi’ oppure sia ‘Qui vi sono quattro compagnie’ sia ‘Qui vi 
sono 500 uomini’. Ora ciò che muta dall’una all’altra espressione non è né il singolo oggetto, né 
il complesso, cioè il loro agglomerato, bensì soltanto la denominazione
5
. (traduzione mia) 
 
Il fenomeno esterno è il target, mentre “gruppo di alberi” o “5 alberi” sono le unità di 
conto, cioè i diversi modi in cui posso numerare il fenomeno esterno. L’esempio di Frege 
ci dice, banalmente, che davanti ad uno stesso fenomeno posso utilizzare unità di conto 
diverse, mantenendo intatta la verità. Trasponendo la stessa logica al discorso sul 
monismo, si possono individuare tanti monismi quante sono le combinazioni fra target e 
unit (con la sola condizione di condividere l’unità, pena l’impossibilità di un monismo). 
Prendiamo l’esempio dell’idealismo, dandone una definizione scevra da riferimenti a 
pensatori specifici. Una qualche forma di idealismo potrebbe avere come target gli oggetti 
concreti
6
 (la sedia, Marco, i pianeti) e come unit il mentale/la sostanza mentale (i.e. la 
mente). In tal caso saremmo di fronte a un idealismo che sostiene la seguente tesi: tutti 
gli oggetti concreti – e quindi tanto la sedia quanto Marco- sono ricondotti ad un’unica 
sostanza: quella mentale. Storicamente Berkeley ha sostenuto posizioni vicine al nostro 
esempio: ammettere la sola esistenza delle entità sensoriali
7
 (esse est percipi) equivale a 
dire che tutti gli oggetti concreti sono solo in apparenza esterni a noi. È importante notare 
che con le nozioni di target e unit abbiamo già in parte risposto alle domande (1) e (2). 
Soffermiamoci di nuovo sulla definizione di idealismo: quale sarà la molteplicità? Quale 
l’unico principio (l’unità)? Intuitivamente la molteplicità è rappresentata dalla totalità 
degli oggetti concreti, mentre l’unità coincide con l’unicità della sostanza mentale.  
Ora se noi, nella definizione di idealismo, sostituissimo “sostanza mentale” con “sostanza 
materiale” otterremmo una teoria radicalmente diversa: il materialismo, cioè la teoria 
secondo cui tutti gli oggetti concreti sono ricondotti a un’unica sostanza materiale
8
. In 
sintesi: è sufficiente cambiare il tipo di sostanza per ottenere esiti radicalmente diversi. 
Ecco perché spesso simili teorie (idealismo, materialismo, etc.) vengono raggruppate 
sotto il nome di monismo dei tipi. Va precisato che il termine “tipo” non ha la stessa 
accezione cui siamo soliti riferirci nel linguaggio ordinario, ma fa riferimento ad una nota 
distinzione della semiotica: quella fra type e token
9
. Nata con C. S. Peirce, la distinzione 
type/token, in seguito reimpiegata (e riformulata) dai logici, prevede una separazione fra 
 
4
«There are many monisms. What they share is that they attribute oneness. Where they differ is in what 
they attribute oneness to (the target), and how they count (the unit). So strictly speaking there is 
only monism relative to a target and unit, where monism for target t counted by unit u is the view 
that t counted by u is one» (J. Schaffer, Monism, Stanford Encyclopedia of Philosophy 2007) 
5
 G. Frege, The foundations of Arithmetic, tr. ingl. di J. L. Austin, Harper&Brothers, New York 1953, p. 59 
6
 In generale un oggetto concreto è un oggetto collocato nello spazio e nel tempo.  
7
 A onor del vero la posizione di Berkeley è molto più complessa.  
8
 “Materiale” NON è sinonimo di “fisico”, poiché tra le condizioni di “materiale” vi è quella 
dell’impenetrabilità. Un campo elettromagnetico, ad esempio, non è impenetrabile, per cui rientra tra gli 
oggetti fisici ma non tra gli oggetti materiali.   
9
 L. Wetzel, types and tokens, Stanford Encyclopedia of Philosophy 2006

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Informazioni tesi

  Autore: Maurizio Mascitti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Macerata
  Facoltà: Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Guido Alliney
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 110

FAQ

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Parole chiave

neoplatonismo
monismo
male
plotino
peccato originale
proclo
eriugena

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