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Il paradiso disabitato. Aporie e paradossi del monismo neoplatonico da Plotino a Eriugena

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Anteprima della tesi: Il paradiso disabitato. Aporie e paradossi del monismo neoplatonico da Plotino a Eriugena, Pagina 7
IL MONISMO 
 
 
 
4 
 
gli oggetti concreti e sostiene l’esistenza di un unico oggetto concreto. Potremmo 
trasporre in forma logica questa tesi, denotando la proprietà “essere un oggetto concreto” 
con il predicato “C”: 
 
∃!x (Cx & ∀y (Cy → y=x)) 
 
= “Esiste un solo x tale per cui x è un oggetto concreto e per tutti gli y se y è un oggetto 
concreto allora y è uguale a x” 
 
Questo oggetto “x” è il cosmo, ovvero la somma di tutti gli oggetti concreti (il quale a 
sua volta è un oggetto concreto). I problemi connessi a questa posizione balzano subito 
agli occhi: il monismo dell’esistenza si impegna ad accettare delle conseguenze 
controintuitive. Prendiamo l’esempio di due oggetti concreti già menzionati, ovvero 
Marco e la sedia. Il monismo dell’esistenza deve in qualche modo negare la pluralità degli 
oggetti concreti che incontriamo nel quotidiano; nel caso specifico il monista 
dell’esistenza avrebbe tre strade: 
1) Affermare che Marco e la sedia sono identici e, in un secondo momento, dimostrare 
che sono parti indistinguibili del cosmo; 
 
2) Dimostrare l’infondatezza della visione, seguendo un percorso molto simile a quello 
degli Eleati. Parmenide, ad esempio, negava la consistenza del molteplice liquidandolo 
come illusione, mentre Zenone tentava di dimostrare l’inconsistenza del movimento. Nel 
nostro caso il monista dell’esistenza dovrebbe riuscire a convincerci che almeno uno, fra 
Marco e la sedia, non esiste o è illusorio; 
 
3)Dimostrare che almeno uno dei due non sia un oggetto concreto.  
 
Il monismo dell’esistenza, a causa delle sue tesi ‘ardite’, è stato ampiamente criticato 
facendo uso di alcune affermazioni sul senso comune e sull’evidenza scientifica. Ci sarà 
utile anticiparle in questa sede poiché verranno riprese in seguito. Sugli argomenti di 
senso comune riportiamo due citazioni, la prima di Russel e la seconda di Ayer. 
 
Condivido quella credenza comune che prevede l’esistenza di cose distinte; non considero 
l’evidente molteplicità del mondo alla stregua di semplici momenti o divisioni irreali di una 
singola e indivisivile Realtà
11
. (traduzione mia) 
- 
L’affermazione che la Realtà sia Uno, caratteristica sostenuta dal monista e contraddetta dal 
pluralista, è priva di senso, dal momento che nessuna esperienza fattuale potrebbe attestare la 
sua verità
12
. (traduzione mia) 
 
 
11
 «I share the common-sense belief that there are many separate things; I do not regard the apparent 
multiplicity of the world as consisting merely in phases and unreal divisions of a single indivisible Reality» 
(B. Russel, The Philosophy of Logical Atomism, Routledge, London 1972, p. 2). 
12
 «The assertion that Reality is One, which it is characteristic of a monist to make and a pluralist to 
controvert, is nonsensical, since no empirical situation could have any bearing on its truth» (A. J. Ayer, 
Language, Truth and Logic, Dover Publications, New York 1952, p. 146)

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Informazioni tesi

  Autore: Maurizio Mascitti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Macerata
  Facoltà: Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Guido Alliney
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 110

FAQ

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Parole chiave

neoplatonismo
monismo
male
plotino
peccato originale
proclo
eriugena

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