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Il percorso filosofico di Gianni Vattimo dal nihilismo al cristianesimo

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Anteprima della tesi: Il percorso filosofico di Gianni Vattimo dal nihilismo al cristianesimo, Pagina 5
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Analoghe considerazioni - osserva Vattimo - valgono per la morale: l’individuo non solo non coglie la 
causalità relativa agli eventi esterni, ma nemmeno quella inerente ai propri stati interni ed ai propri atti. Se i 
primi vengono spiegati dalla volontà divina, i secondi vengono infatti ricondotti ad una «libera (cioè 
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miracolosa e inspiegata) decisione della volontà», che dà luogo alla nozione di responsabilità, ovverosia 
una modalità capace di rassicurare tramite l’attribuzione con certezza di una determinata azione a qualcuno. 
In definitiva, la rassicurazione raggiunta per le vie differenti dell’arte, della religione e della morale ricolloca 
l’individuo nel mondo «all’interno di un quadro che (…) tende a considerare come fisso: la sostanza è il 
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quadro, il mondo-ambiente; la libertà è la mobilità dell’organismo»: per questo Vattimo, come Nietzsche, fa 
derivare i principi ultimi del pensiero occidentale - le idee di sostanza e di libertà - dall’esigenza di sicurezza 
che caratterizza l'esistenza umana. 
b) lo smascheramento 
Vattimo puntualizza come l’azione di smascheramento operata da Nietzsche nei confronti delle verità 
costruite dal pensiero occidentale si concentri soprattutto sui concetti elaborati dalla morale, pur senza 
dimenticare che etica, metafisica e religione risultano non solo accomunate dal medesimo bisogno di 
rassicurazione, ma mostrano tra loro influenze reciproche. 
Gli antichi ritenevano la conoscenza del bene e della virtù sufficiente a guidare correttamente i 
comportamenti umani. Ma il filosofo torinese (come Nietzsche) è convinto che la conoscenza del dovere 
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non determini mai di per sé l’azione morale, in quanto i comportamenti posti in atto non dipendono dalla 
libera scelta del soggetto agente, ma costituiscono l’esito di un conflitto interiore nel quale la decisione 
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spetta al motivo più potente. 
In questo modo, seguendo Nietzsche, Vattimo non si limita a eccepire che le azioni ritenute morali siano tali, 
ma mette in discussione la conoscibilità della ragione di tali azioni e dei meccanismi psicologici che inducono 
il soggetto a compierle: in altre parole, contesta la possibilità di accertare l’esito del conflitto interiore che 
produce la deliberazione all’azione (e di conseguenza tutti i concetti tradizionali elaborati in ambito morale). 
La coscienza (anche definibile come lo «spirito») decade allora da «suprema istanza egemonica della 
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personalità» preposta a mettere ordine tra gli impulsi: i principi vanno intesi come espressione di una 
gerarchia che precede la coscienza, non più pienamente consapevole né padrona degli istinti, e la coscienza 
medesima va intesa come la risultante di una interpretazione degli stimoli esterni sotto guida degli istinti. Gli 
stimoli esterni, mai immediati, sarebbero quindi il frutto di una selezione operata sulla scorta di «abitudini 
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percettive» difficili da precisare, piuttosto che di una natura accessibile alla conoscenza. 
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Ne deriva che il pensiero non è affatto nelle condizioni di poter arrivare ad un «referente ultimo», sia esso 
la coscienza oppure gli stimoli, neppure a proposito del principio di piacere e dell’istinto di conservazione. La 
coscienza viene così privata del proprio ruolo fondativo e il soggetto che ha elaborato su di essa l’idea di una 
sostanziale unità dell’io si rivela «un gioco superficiale di prospettive, un’apparenza ermeneutica, dunque 
25
 G. Vattimo, Il soggetto e la maschera, cit., p. 120. 
26
 ibidem. 
27
 ivi, p. 122. 
28
 G. Vattimo, Introduzione, in: F. Nietzsche, Aurora. Pensieri sui pregiudizi morali, Newton Compton, Roma 1990, p. 58. 
29
 G. Vattimo, Il soggetto e la maschera, cit., p. 52. 
30
 ivi, p. 226. 
31
 ivi, p. 310. 
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Informazioni tesi

  Autore: Luigi Olivetto
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi del Piemonte Orientale A.Avogadro
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Claudio Ciancio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 128

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