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Il problema dei rapporti tra i testi di Qumran e il Vangelo di Giovanni: un bilancio alla luce degli studi più recenti

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invece in gran conto il bene della saggezza che deve essere messa a disposizione di tutti 
e custodita gelosamente: Hanno una cura straordinaria degli scritti degli antichi, 
scegliendo specialmente quelli che riguardano il profitto dell’anima e del corpo... (3), 
scrive Giuseppe Flavio nella sua Guerra Giudaica e poi ancora: ...(l’adepto) presta 
giuramento di non trasmettere ad alcuno dottrine della setta diverse da quelle che egli 
stesso ha ricevuto (...), di custodire ugualmente sia i libri della setta che i nomi degli 
angeli (Giuseppe Flavio, Guerra Giudaica, 142). 
Ed eccoci alla più logica spiegazione sulla conservazione dei Rotoli. eppure, mentre la 
cura nel conservare, tutelare, trasmettere i Rotoli fu di vitale importanza per la comunità 
qumrânica, dal 1947 stessa cura non ebbero i primi scopritori. 
Il pastorello Mohammed ed-Dib, lanciando sassi all’interno di una grotta, rimase 
impaurito dal rumore di cocci rotti che aveva provocato. Dopo una prima fuga per lo 
spavento, vinto dalla curiosità, tornò con un cugino e spiò all’interno della grotta, 
denominata poi 1, scoprendo una serie di giare, alcune delle quali rotte, altre invece 
integre e ancora sigillate dal loro coperchio. Aprendone una Mohammed si ritrovò per le 
mani un involucro di lino misto a cera o pece.  
Ogni pacco conteneva un manoscritto composto su più colonne; il rotolo era costituito 
da fogli uniti fra loro mediante cuciture. I ragazzini portarono i Rotoli al loro villaggio di 
beduini e da questo momento ebbero inizio quei viaggi, quelle compravendite, quelle 
sparizioni, quegli scambi che avrebbero segnato le tappe importanti della storia dei 
Rotoli del Mar Morto, ancora fino ad oggi non conclusa. I Beduini vendettero i 
Manoscritti al mercante Halîl Iskandar Shahîn, detto Kando, di Betlemme che dopo una 
superficiale occhiata pensando si trattasse di scritti siriaci, nella lingua liturgica, cioè, 
della sua chiesa, li portò al suo metropolita, mar Athanasius Jeshue Samuel che li 
acquistò, intuendo immediatamente il loro valore.  
I Beduini tornarono allora alla grotta 1 e ben presto per tutto l’anno 1947 frammenti, 
Rotoli e giare vennero venduti a prezzi stracciati a mercanti d’arte e studiosi così come 
a gente di passaggio, senza alcun controllo delle autorità preposte alle antichità.  
Alla fine del 1947 (4) E.L. Sukenik, docente presso l’università ebraica di Gerusalemme 
venne a conoscenza dell’esistenza dei manoscritti e acquistò per conto dell’Università i 
Rotoli Isaia, Regola della guerra, e Inni  (in un primo momento dall’editore vennero 
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Informazioni tesi

  Autore: Maria Arruzza
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1993-94
  Università: Università degli Studi di Messina
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Cesare Mmagazzù
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 49

FAQ

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Parole chiave

manoscritti
manoscritti del mar morto
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