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Il provvedimento cautelare di revoca dell'amministratore nella s.r.l. e il controllo giudiziario

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irregolarità. Sostanzialmente questo vuol dire che chi denuncia non ha l’onere di provare i fatti che reputa gravi irregolarità. Questo si può capire dal fatto che i soci, almeno fino alla entrata in vigore della riforma del 2003, costituivano i principali legittimati a proporre la denuncia e in quanto tali potevano essere molto limitati all’accesso alle informazioni societarie. Il conseguimento della prova costituisce lo scopo della ispezione giudiziale. Il denunciante ha invece l’onere di presentare almeno gli elementi che sono da indizio della sussistenza delle irregolarità gravi. Gli elementi che costituiscono indizi, per la giurisprudenza 56 , devono essere almeno elencati, purché soddisfino il requisito della concretezza e non siano “vaghi” o con “finalità esplorative”. La legge però sembra richiedere la segnalazione di fatti precisi ed accertati che possano costituire condotte irregolari 57 , ma spetta in ogni caso al tribunale accertare l’effettiva sussistenza dei fatti sospettati e del loro carattere gravemente irregolare ai sensi dell’art. 2409 c.c. Inapplicabilità dell’art. 2409 cc alle s.r.l. post riforma Il tema del controllo esterno, nella riformata s.r.l., previsto dall’art. 2409 c.c. ha interessato in modo considerevole la giurisprudenza nei successivi anni della entrata in vigore del d.lgs. 6/2003 58 . La questione di ammissibilità di tale strumento è stata affrontata dal giudice delle leggi che, ritenendo infondate le questioni di legittimità costituzionale sollevate da due giudici di merito con riferimenti agli artt. 3 e 76 Cost., rigettandole, ha escluso la possibile applicazione della norma al tipo societario delle s.r.l. 59 . Sul fronte del c.d. eccesso di delega, la Corte ha chiarito che i criteri direttivi in tema di s.r.l. non contenevano nessun accenno al controllo giudiziario (art. 3 l. n. 266/2011), né riferimenti a tale assunto erano contenuti nella norma sui principi generali di ispirazione per la riforma della disciplina delle società di capitali (art. 2 l. cit.). Sul fronte della disparità di trattamento, invece, la Corte ha ribadito il principio per cui la società a responsabilità limitata è governata da un autonomo e organico complesso di norme, a tal punto che S.p.a. e s.r.l. costituiscono ormai “due modelli societari distinti”. Antecedentemente alla riforma del diritto societario, come noto, l’art. 2488 c.c. ultimo comma prevedeva l’applicazione di tale strumento indipendentemente dalla presenza del collegio sindacale 60 . La legge di delegazione n. 366/2001 non menzionava, con riferimento alla s.r.l., il tema del controllo giudiziario e in generale il tema dei controlli esterni, riconoscendo al legislatore delegato “autonomia statutaria riguardo alle strutture organizzative ai procedimenti decisionali della società e agli strumenti di tutela degli interessi dei soci, con riferimento particolare alle azioni di responsabilità” (art, 3, comma 2, lett. e) 61 . Sul tema del controllo giudiziale è intervenuta la Relazione al medesimo decreto che ha affermato l’incompatibilità tra l’istituto della denunzia al tribunale e il sistema dei controlli individuali dei soci oggi previsti in materia di s.r.l. di cui all’art. 2476 c.c. La Relazione ha affermato che “il potere di ciascun socio di promuovere l’azione sociale di responsabilità e di chiedere con essa la provvisoria revoca giudiziale dell’amministratore in caso di gravi irregolarità rende superflua e in buona parte contraddittoria con il sistema la previsione di forme di intervento del giudice”. Si è osservato che anche diversi indici normativi spingono a escludere l’ammissibilità di tale istituto alle s.r.l. Tra questi, l’art. 92 disp. att. c.c., in cui si fa riferimento al decreto del tribunale “che nomina l’amministratore giudiziario nelle società di cui ai capi V e VI del titolo V del libro V del codice”, con esclusione, quindi, delle s.r.l. (capo VII). Un altro riferimento lo troviamo nell’art. 13 l. 91/1981 in materia di rapporti tra società e sportivi professionisti – come modificato dal d.lgs. 37/2004 – sancisce l’applicazione dell’art. 2409 anche a società sportive professionistiche in forma di s.r.l., escludendo quindi per logica tutte le altre s.r.l. trattando le società sportive professionistiche in forma di s.r.l. come un’eccezione. Oggi, la disciplina del controllo sull'amministrazione nella s.r.l. è riassunta nell'art. 2476 c.c., ai sensi del quale ad ogni socio, a prescindere dall'esistenza o meno del collegio sindacale e dalla quota di capitale posseduta sono riconosciuti, oltre che ampi poteri istruttori (art. 2476, comma 2), anche e soprattutto specifici strumenti sanzionatori (art. 2476, comma 3). 56 Trib. Napoli, 22 giugno 2004 (decr), in Giur. Comm., 2006, II, 949. 57 E. Dalmotto, Art. 2409, in Il nuovo processo societario, diretto da Chiarloni, II, Bologna, 2008, p 1516. 58 E. Senini, Commento a Corte cost., 14 dicembre 2005, n, 481, in Società, 2006, p. 453. 59 Corte cost., 29 dicembre 2005, n. 481. 60 Rivolta, Profilo della nuova società a responsabilità limitata, in Banca, borsa e tit. cred., 2003, 337. 61 V. Salafia, La riforma del controllo previsto dall’art. 2409 c.c., in Società, 2002, p. 1331.
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Il provvedimento cautelare di revoca dell'amministratore nella s.r.l. e il controllo giudiziario

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Informazioni tesi

  Autore: Davide Bernardo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Francesca Attanasio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 35

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Parole chiave

società a responsabilità limitata
srl
revoca
art. 2476
responsabilità amministratore
controllo giudiziario
revoca amministratore
art. 2409
revoca cautelare
gravi irregolarità nella gestione

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