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Il reato di indebita compensazione (art. 10 quater, D. L.vo n.74/2000)

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Anteprima della tesi: Il reato di indebita compensazione (art. 10 quater, D. L.vo n.74/2000), Pagina 3
opportuno introdurre alcuni correttivi volti ad eliminare le norme previste dalla legge 7 
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gennaio 1929, n.4 che impedivano un concreto avvio dell’azione penale. 
Si cercò un inasprimento della sanzione penale con l’emanazione del D.L. 10 luglio 
1982, n. 429, convertito nella legge 7 agosto 1982, n. 516 che criminalizzava qualsiasi 
inosservanza degli obblighi IVA e delle imposte sui redditi. 
Ben presto ci si rese conto che l’intervento normativo realizzato con la legge 
n.516/1982 non aveva raggiunto gli obiettivi desiderati, ma aveva generato una 
situazione di confusione; da qui la necessità di riformare il sistema penale tributario. 
Un tentativo di correzione, ancorché parziale ed inadeguato, fu stato varato, al 
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termine di un travagliato iter legislativo, con la mini-riforma del 1991. Tale riforma 
andava a limare l’intervento penale della “manette agli evasori” e il giudizio che viene 
espresso su tale riforma non è positivo. Si è trattato di un’occasione mancata in cui 
l’intervento legislativo si dimostrò del tutto sconnesso con le considerazioni della 
dottrina. 
Un successivo tentativo di approccio ad una necessaria riforma del sistema di diritto 
penale tributario, va attribuito al progetto di legge delega del 19 dicembre 1997. Con 
tale manovra si voleva eliminare le incongruenze del sistema del 1982 e la paralisi 
dell’attività di repressione dei reati fiscali, ricercando un intervento radicale che 
fondasse su nuove basi il contrasto penale all’evasione. Anche in questo caso ci furono 
degli aspetti positivi e negativi; per quanto riguarda quelli positivi sono stati le 
indicazioni circa la limitazione dell’intervento penale ai soli casi di vera e propria 
criminalità fiscale, con un recupero della categoria della offensività e del criterio di 
proporzionalità rispetto alla gravità dei reati commessi; inoltre, pregevole è l’intervento 
di fare spazio ai delitti in dichiarazione caratterizzati dalla volontà di ledere l’interesse 
erariale di riscuotere i tributi. Perplessità scaturite dall’ampiezza dei comportamenti 
destinati ad essere sanzionati penalmente e, oltre a questo, scaturirono perplessità 
l’estrema genericità delle norme e l’assenza di previsione di una disciplina dei rapporti 
tra il procedimento penale e quello amministrativo. 
                                                                 
11
 in  particolare  ci  riferiamo  all’art.  20:  ”Le  disposizioni  penali  delle  leggi  finanziarie  e  quelle  che 
prevedono ogni altra violazione di dette leggi si applicano ai fatti commessi quando tali disposizioni 
erano in vigore, ancorché le disposizioni medesime siano abrogate o modificate al tempo della loro 
applicazione”. 
12
 Di Siena M., La nuova disciplina dei reati tributari, Milano, Giuffrè Editore, pag. 9; 
2 
 
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Informazioni tesi

  Autore: Luca Scarpa
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Loris Tosi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 45

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Parole chiave

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compensazione
d. lgs. n. 223/2006
d. lgs. n. 74/2000
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