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Il reinserimento lavorativo dei soggetti in stato di disagio sociale

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Anteprima della tesi: Il reinserimento lavorativo dei soggetti in stato di disagio sociale, Pagina 3
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 Viene illustrato in particolare il funzionamento dell’istituto della riserva, 
evidenziando la possibilità di inserire, all’interno delle quote deboli, soggetti in 
stato di disagio sociale, al fine di creare a loro favore un canale privilegiato per 
l’ingresso nel mondo del lavoro. Accanto all’analisi del ruolo fondamentale 
svolto dai soggetti istituzionali preposti al funzionamento del nuovo meccanismo 
vincolistico, vengono evidenziati, da un lato le problematiche cui la nuova 
normativa ha dato vita, legate ad esempio a fenomeni di concorrenzialità 
interna tra le diverse categorie di riservatari, e dall’altro lato il ruolo svolto dal 
nuovo istituto per il reinserimento lavorativo dei lavoratori iscritti alle liste di 
mobilità, i quali possono contare inoltre, su di un sistema variamente 
incentivante finalizzato al loro reimpiego. 
 Chiarito il quadro normativo di riferimento per la realizzazione di politiche 
attive del lavoro, la seconda parte dello studio analizza le opportunità offerte 
dagli strumenti occupazionali disponibili per i soggetti in stato di disagio sociale.  
Attraverso un’intensa produzione normativa, questo decennio ha 
apportato nuove prospettive occupazionali per le categorie svantaggiate, a 
cominciare da quelle offerte dai lavori socialmente utili, intesi, da un lato come 
strumento finalizzato ad un graduale ingresso nel mondo del lavoro delle 
categorie più deboli, e dall’altro lato come politica di workfare per i soggetti che 
già beneficiano di contributi assistenziali, lavoratori in mobilità su tutti. 
Ruolo determinante ed in continua evoluzione, è altresì svolto dalle 
cooperative sociali di tipo b), ex legge n. 381/91 e, più in generale, dal c.d. 
“terzo settore”, per il reinserimento lavorativo dei soggetti provenienti dall’area 
del disagio. A questo obiettivo hanno contribuito anche gli enti locali, sia 
attraverso la progettazione ed il supporto dei percorsi di “collocamento mirato”, 
sia, come nel caso della regione Liguria e della sua legge n. 41/95, 
approntando normative in materia di promozione occupazionale che riservino 
una particolare attenzione alla forza lavoro debole. 
 Aspetti più specifici caratterizzano il reinserimento lavorativo di soggetti 
legati ad esperienze carcerarie, di tossicodipendenza e di diffusione del virus 
HIV, ma, ancor prima, vengono trattate le conseguenze connesse ad un 
generale ripensamento dell’organizzazione del lavoro tradizionale che, 
attraverso il diffondersi del telelavoro, può consentire un utilizzo più proficuo dei 
lavoratori disabili, migliorandone quindi la loro integrazione sociale. 

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Informazioni tesi

  Autore: Enrico Comunelli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1996-97
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Mariavittoria Ballestrero
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 208

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