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Il ruolo dei mass media nella configurazione violenza in ambito sportivo

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Anteprima della tesi: Il ruolo dei mass media nella configurazione violenza in ambito sportivo, Pagina 4
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studio che sono strettamente connessi all’impiego delle produzioni discorsive impiegate 
quando si fa riferimento ad essi. Si tratta pertanto di lavorare sul “come” si configura la 
violenza e “non perché” ovvero di svolgere una riflessione che tocchi questioni proprie 
del modo di conoscere e dunque di “come” si conosce “ciò che” che si conosce (Salvini, 
2004); laddove la “violenza” si costruisce nel tessuto narrativo dato dai parlanti. Tale 
presupposto conoscitivo fa riferimento al Paradigma Narrativistico (Turchi, 2002), per 
cui si assume che la realtà è generata dal linguaggio e nell’utilizzo del linguaggio 
ordinario (ossia del linguaggio del “senso comune”) a partire dall’interazione delle 
“voci” degli attori in un determinato scenario sociale. Pertanto, a fronte di tale cornice 
conoscitiva, è possibile definire l’atto cosiddetto “violento” nell’ambito sportivo come 
una costruzione sociale che fa riferimento al piano delle azioni, delle scelte e delle 
interazioni, ovvero come l’insieme delle produzioni discorsive che si generano entro 
una specifica matrice storico – culturale, dunque entro una certa comunità che abita un 
certo ‘territorio’. Coerentemente con il piano epistemologico, si adotta il Modello 
Dialogico che si attesta sul piano del linguaggio e consente di prendere in 
considerazione i diversi poli discorsivi, in questo caso i mass media, che concorrono nel 
generare la configurazione di realtà ‘violenza’ in ambito sportivo. Alla luce di questo, il 
focus della presente ricerca in quanto applicazione di un presupposto conoscitivo che 
fonda la configurazione della “violenza” in ambito sportivo come generata dall’utilizzo 
del linguaggio ordinario (ossia dall’utilizzo di produzioni discorsive), è di indagare 
quali modalità discorsive generano l’uso ad esempio, di un gesto atletico, che se 
praticato nell’ambito della competizione sportiva, risulta aderente alla stessa; viceversa 
al di fuori della competizione sportiva ne viola la regolamentazione. In termini 
esemplificativi, si fa riferimento all’utilizzo del “pugno” come gesto atletico che se nel 
contesto della competizione si configura come elemento aderente alla regolamentazione 
in quanto strategia per il perseguimento dell’obiettivo della stessa, ossia l’ottenimento 
del risultato, al di fuori del contesto della competizione (appena “fuori dal tempo che 
definisce il ring”) il gesto del ‘pugno’ si configura come “violenza”, come violazione 
alla regolamentazione. Pertanto, la ricerca si è focalizzata su quali modalità discorsive 
vengano impiegate in ambito sportivo laddove si configura la realtà “violenza” e come 
queste vengano intercettate dal ruolo e dalle produzioni discorsive dei mass media.
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Informazioni tesi

  Autore: Cristiana Ferri
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia Clinico - Dinamica
  Relatore: Gian Piero  Turchi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 183

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