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Il ruolo delle organizzazioni criminali nel traffico di esseri umani dall’Africa all’Europa. Il caso delle mafie nigeriane

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Anteprima della tesi: Il ruolo delle organizzazioni criminali nel traffico di esseri umani dall’Africa all’Europa. Il caso delle mafie nigeriane, Pagina 7
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L’homo sapiens, dunque, raggiunse l’Arabia e da lì si espanse in tempi 
relativamente molto rapidi in tutto il resto del pianeta, fino a raggiungere l’Australia tra i 
65.000 mila e i 50.000 anni fa. Solo più tardi l’uomo occupò anche le regioni interne 
dell’Europa e dell’Asia, più fredde rispetto alle altre con clima tropicale lungo le quali il 
cammino dei primi uomini vide le proprie tracce. Il cosiddetto Vecchio Continente, 
dunque, fu tra gli ultimi a conoscere la presenza umana, nonostante il nome con cui viene 
identificato oggi. L’ultimo continente ad essere raggiunto è stata l’America, tra i 30 mila e 
i 15 mila anni fa, attraverso lo stretto di Bering completamente ghiacciato che ha permesso 
la congiunzione con l’Asia nell’estremo Nord. La migrazione in questo caso è stata molto 
difficile, vista la condizione climatica, e per questo si presume che gli uomini migrati siano 
stati in possesso di conoscenze e capacità già abbastanza avanzate.  
A riguardo, è fondamentale sottolineare come, secondo alcune ricerche, i più grandi 
movimenti migratori siano nella maggior parte dei casi conseguenze di importanti sviluppi 
tecnologici. Infatti, si possono collegare ondate migratorie a tre principali fasi storiche di 
avanzamento tecnologico e di invenzioni: la prima con l’avvento dell’agricoltura, tra i 10 e 
gli 8mila anni fa, la seconda con la scoperta dell’utilizzo del bronzo, circa 5000 anni fa, e 
l’ultima con la diffusione e uso del ferro, attorno a 3000 anni fa
4
. 
Una volta occupato tutto il pianeta, in una maniera piuttosto veloce e come mai 
nessun altro essere vivente aveva fatto prima d’allora, trovati i climi più favorevoli e gli 
ambienti più congeniali, l’uomo sviluppò l’agricoltura e da nomade cominciò a diventare 
sedentario. Tuttavia, continuarono ad esserci gruppi di nomadi e, con lo sviluppo delle 
prime tecniche di navigazione e la costruzione delle prime imbarcazioni, gli uomini 
poterono spostarsi non solo sulla terra ma anche sui mari, così ampliando le possibilità 
migratorie. Nomadi e navigatori, dunque, con i loro viaggi fungevano da elemento di 
connessione tra le diverse comunità stanziali, favorendo la circolazione di idee e di 
pratiche, contribuendo allo sviluppo di innovazioni
5
. In questo senso si deve intendere 
l’importanza del migrare considerato in un mondo popolato da gruppi e civiltà diverse: i 
migranti, con il loro bagaglio di conoscenze, di esperienza ed il loro dinamismo, portano 
 
                                                
4
 LOOG L. et al. “Estimating Mobility Using Sparse Data: Application to Human Genetic Variation.” 
Proceedings of the National Academy of Sciences, vol. 114, no. 46, Proceedings of the National Academy of 
Sciences, Oct. 2017, pp. 12213–12218 
5
 McNEILL, W. H. “Human Migration in Historical Perspective.” Population and Development Review, vol. 
10, no. 1, Mar. 1984, pp. 1-18.

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Informazioni tesi

  Autore: Michele Carretti
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Geopolitica e Geoeconomia - XXXII Ciclo
Anno: 2019
Docente/Relatore: Giuseppe Terranova
Correlatore: AntoniettaPagano
Istituito da: UniCusano - Università degli Studi Niccolò Cusano
Dipartimento: Scienze Politiche
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 192

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