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Il ruolo delle Università per la Terza Età nella promozione del benessere durante l'invecchiamento. L'esperienza dell'Università Popolare ''Natalia Ginzburg'' di Vignola.

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Anteprima della tesi: Il ruolo delle Università per la Terza Età nella promozione del benessere durante l'invecchiamento. L'esperienza dell'Università Popolare ''Natalia Ginzburg'' di Vignola., Pagina 6
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1.1 Cosa si intende per vecchiaia 
L'enciclopedia Treccani definisce la vecchiaia come "l’età più avanzata nella vita 
dell’uomo, nella quale si ha un progressivo decadimento e indebolimento 
dell’organismo, con caratteri morfologici e organici propri ... oltre all’idea dell’età, 
[include] quella del peso degli anni, e degli incomodi che la senilità porta con sé" 
("Vecchiaia", n.d.). Quando però inizi questa fase nella vita di un individuo non è così 
semplice da definire, anche se convenzionalmente nelle società occidentali si è stabilito 
il sessantacinquesimo anno di età, in quanto momento in cui normalmente ci si ritira 
dalla vita lavorativa e si inizia a godere dei benefici sociali legati a questa fase di vita. 
Il fenomeno è talmente complesso e la categoria degli anziani così variegata al proprio 
interno che si parla oggi di giovani-anziani e di anziani-anziani, di terza età (coloro che 
superano i 65 anni), quarta età (coloro che superano i 75 anni) e quinta età (coloro che 
superano i 90 anni) e di vecchiaia-attiva in contrapposizione alla vecchiaia-vecchiaia; 
un'indagine CENSIS sulla condizione anziana parla di cinque gruppi di anziani diversi, 
con caratteristiche peculiari e assimilabili a cinque tipologie di alberi: arbusti, anziani 
malati e deboli, salici, anziani in buona salute ma insoddisfatti e sfiduciati, ulivi, anziani 
che si prendono poco cura della propria persona e non usufruiscono di servizi 
socioassistenziali o ricreativi ma sono ben radicati nella propria comunità, palme, 
anziani sereni e soddisfatti che usufruiscono dei servizi disponibili e li ritengono 
adeguati e rampicanti, anziani in buona salute che conducono una vita attiva e non si 
considerano anziani, giudicano efficienti i servizi sanitari, socioassistenziali e ricreativi 
dei quali dispongono (Luppi, 2014). 
 La letteratura storica e crossculturale sull'invecchiamento evidenzia infatti non solo che 
la definizione di vecchiaia è variabile tra cultura e cultura e nel tempo all'interno della 
medesima cultura e che società diverse utilizzano criteri diversi per operare la 
distinzione tra adulti ed anziani, ma anche che lo status di "anziano" comporta 
conseguenze nel modo in cui la società si rapporta con l'individuo e nelle aspettative che 
ha del suo comportamento; l'età di inizio della vecchiaia può essere differente ma quello 
di anziano si conferma come status di grande significato nelle varie epoche e culture 
(Uhlenberg, 1987).

Informazioni tesi

  Autore: Federica Milani
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze dell'Educazione
  Corso: Programmazione e gestione dei servizi educativi e formativi
  Relatore: Elena Luppi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 117

FAQ

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lifelong learning
anziani
depressione anziani
psicologia dell'invecchiamento
isolamento sociale
università popolari
università per la terza età
educazione degli anziani
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