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Il sistema della previdenza complementare nel Regno Unito. Il caso inglese in una prospettiva comparata tra Europa e Italia.

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Il Sistema della previdenza complementare nel Regno Unito. 
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regole (totalizzazione dei periodi contributivi ed esportabilità delle prestazioni) e dei vantaggi 
derivanti da fonti derivate che lo esplicitano. Occorre tuttavia fare un po’ di chiarezza al 
riguardo. Gli attuali sistemi previdenziali che si sono affermati nel dopoguerra in molti dei 
Paesi europei6, scontano evidenti limiti economici e sociali che si sono accatastati nel corso 
degli ultimi decenni: l’invecchiamento della popolazione7, la progressiva riduzione dei tassi 
d’attività, il rallentamento del tasso di crescita dell’economia, nonché una sempre maggiore 
tensione nel cosiddetto patto intergenerazionale hanno, difatti, concorso a determinare da un 
lato il convincimento dell’insostenibilità di un modello di Welfare State basato principalmente 
su una previdenza pubblica e dall’altro, la necessità di adattare i meccanismi di finanziamento 
delle pensioni, onde evitare un’implosione del sistema  previdenziale stesso (fenomeno che si 
 
6
 La dottrina sociologica suole classificare i regimi di Welfare state in modelli o “configurazioni istituzionali”. 
Secondo la più nota partizione, tre sono i regimi identificati in Europa: quell’anglosassone o liberale, un regime 
nordico ed infine un regime continentale o bismarckiano. In proposito, Esping – Andersen G., I fondamenti 
sociali delle economie postindustriali,ed. Il.Mulino, Bologna 2000, p. 127 ss. Altra parte della dottrina ritiene 
invece che siano quattro le famiglie geosociali europee riscontrabili: quella dei Paesi Scandinavi, quella 
anglosassone, quella dell’Europa centrale (Germania, Francia, Benelux, Austria, Svizzera) ed infine quella 
dell’Europa meridionale (Italia, Spagna, Portogallo, Grecia). Al riguardo, Ferrera M., Le trappole del Welfare, 
ed. Il Mulino, 1998 p. 79 ss, Zoli M., I sistemi di welfare state nei paesi dell’Unione Europea, Luiss Lab on 
European Economics (LLEE) Working Document n. 1, 2004 p. 1ss. 
7
 Numerosi contributi in materia rilevano come l’andamento demografico nell’Unione Europea è orientato 
sensibilmente verso un rapido incremento della popolazione anziana non attiva, a fronte di una diminuzione della 
popolazione adulta attiva, prospettiva che rischia di essere peggiorata dall’ingresso dei 10 nuovi Paesi candidati. 
De Sanctis G., Il futuro demografico della Nuova Unione Europea, in “Diritto ed economia dello Stato Sociale”, 
2003 p. 53 ss; Peracchi F., Demografia, mercato del lavoro e spesa per la protezione sociale nei sei maggiori 
paesi dell’Unione Europea, a cura di Peracchi F.  Le pensioni in Italia e in Europa, ed. Ediesse 2000, p. 29 ss. 
Per quanto concerne le conseguenze dell’invecchiamento della popolazione sugli equilibri finanziari, sulle 
performance economiche e sul mercato del lavoro in Europa si consideri Dipartimento Competitività e Giustizia 
Sociale - CGL, Effetti finanziari dell’invecchiamento della popolazione in Italia e in Europa e analisi delle 
politiche di riforma nei più recenti documenti della Commissione Europea, 2002, disponibile in www.cgl.it. In 
merito alle supposte conseguenze cagionate dall’avvento dell’Unione Monetaria sui sistemi nazionali di 
sicurezza sociale, si consideri invece Traversa E., Le conseguenze dell’Unione Monetaria Europea sulla 
contrattazione collettiva e sul diritto del lavoro e della sicurezza sociale, in “Il diritto comunitario e degli scambi 
internazionali”, 1999 fasc. 4 p. 678 ss; in particolare l’ Autore ritiene non apprezzabile in base a prove 
scientifiche un effetto diretto e matematicamente quantificabile, particolarmente negativo dell’Unione monetaria 
sul livello di protezione sociale offerto (ai cittadini) e sulle spese che essa (protezione sociale) genera. Di 
diverso avviso, Lindbeck A., La dinamica del welfare state, in Il welfare state in Europa: la sfida della riforma, 
Buti M., Franco D., Pench L. R. (a cura di), ed. Il Mulino, 1999 p. 128 ss. 

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Informazioni tesi

  Autore: Emanuela Lazzaro
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Trieste
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Roberta Nunin
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 240

FAQ

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