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Il terremoto in Calabria del 1783. Dalla Catastrofe alla ricostruzione

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Anteprima della tesi: Il terremoto in Calabria del 1783. Dalla Catastrofe alla ricostruzione, Pagina 3
fin cosi a Sud. 
La Calabria deve molto ai popoli che sono giunti sul suo territorio, portatori di 
innovazioni, di cultura ma anche e soprattutto di arte. Infatti, è possibile trovare varie 
testimonianze del passaggio di diverse civiltà, pensiamo a quando la Calabria era cuore 
della Magna Grecia e fior di filosofi tra i quali lo stesso Platone si recarono in questa terra 
per esporre le loro dottrine e teorie o per confrontarle con quelle delle varie scuole di 
pensiero sparse in giro per la Regione che grazie ai suoi illustri figli ebbe la capacità di 
distinguersi in più campi, come ad esempio nell'arte. 
Nel 1613, la Città di Taverna diede i natali a Mattia Preti il "Cavalier Calabrese" che con 
le sue opere si fece apprezzare ovunque. 
Durante tale percorso leggeremo anche del timore di molti studiosi di visitare la Calabria 
per via delle sue piaghe quali brigantaggio, dovuto anche al diffuso grado di 
analfabetismo, e vasta diffusione di malattie. Eppure, come emerge dagli studi condotti 
da Dolomieu la Calabria del Settecento aveva molte ricchezze, non solo quelle derivanti 
dalla lavorazione della seta ma anche quelle date dai molti minerali e altre materie prime 
presenti nel sottosuolo. Ma il grande problema è dato per lo più dallo scarso grado di 
lavorazione di queste materie, poche erano le zone in cui essi venivano lavorati tant'è che 
il centro produttivo della Calabria era circoscritto a poche zone come il distretto di Tropea 
e quello di Catanzaro il quale si configurava come il "distretto della seta". 
Il Settecento che passerà alla storia come il secolo delle Riforme, ovunque in Europa 
vedrà l'avvio del processo riformistico, in Italia sotto questo punto di vista si ricorda la 
maestosa opera di riscrittura del catasto milanese ad opera di Pompeo Neri, ed il terremoto 
farà sì che anche il refrattario Regno di Napoli sul finire del Secolo dia il via libero al 
processo riformistico. 
 Il Sud che fino ad allora si era dimostrato quasi insofferente al processo di Riforme dal 
1784 con l'istituzione della Cassa Sacra e con le Istruzioni Reali farà scuola. La Calabria 
diventerà grazie al terribile evento calamitoso un cantiere a cielo aperto o meglio ancora 
un laboratorio di idee e di pratica in sintonia con il clima illuministico che in quegli anni 
si respirava un po' ovunque, la ricostruzione sarà affidata ad illustri professionisti tra 
architetti, geometri e studiosi vari. 
Sarà proprio il terremoto che spingerà la monarchia borbonica ad attivarsi contro il 
ricchissimo patrimonio della Chiesa, con la costituzione della Cassa Sacra. Leggeremo 
però, anche di come tale riforma finì per avvantaggiare la nascente classe di proprietari e 
la nobiltà cittadina gli unici in possesso dei mezzi finanziari necessari per poter comprare 
i beni ceduti dalla Chiesa. La nascente classe di proprietari non si astenne dal fare vecchi 
errori, nei fatti si sostituì ai Baroni perpetuando lo sfruttamento del suolo ed il 
raggiungimento del profitto mediante la rendita parassitaria. 
Torniamo però al 1783, sarebbe un anno qualsiasi eppure una forza silenziosa ma in 
costante movimento sconvolgerà la vita di migliaia di persone e modificherà l'orografia 
di questa terra. Tale forza è il terremoto che si manifesterà in tutta la sua potenza il 5 
febbraio e con interminabili repliche proseguirà per mesi mettendo in ginocchio tutta la 
Calabria e non risparmiando niente e nessuno. 
L'obiettivo della tesi è quello di proporre una lettura dell'accaduto, attraverso i testi di chi 
l'ha vissuto direttamente o indirettamente, arrivando a fornire delle indicazioni utili su 
tale evento, forse poco affrontato in tempi recenti ma che rappresenta un punto 
fondamentale anche per analizzare il presente. In fondo senza un'adeguata conoscenza del 
passato non si va da nessuna parte, rischiando soprattutto di ripetere vecchi errori 
dimenticando quanto accaduto. Dimenticare tali eventi sarebbe come mettere dei 
paraocchi, agendo alla cieca ed alla rinfusa. 
Un politico, un diplomatico, un funzionario dello Stato non può disconoscere simili 
eventi, non può non tener conto di simili catastrofi che hanno cambiato la mentalità non 
solo di una Regione ma di un intero periodo storico. 
Come si potrebbe amministrare o rappresentare adeguatamente la Calabria disconoscendo 
2

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Il terremoto in Calabria del 1783. Dalla Catastrofe alla ricostruzione

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Elia
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Giuseppe Gangemi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 61

FAQ

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