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Indovina chi viene a pranzo. Strategie di riconoscimento della clientela nei ristoranti romani. Un approccio visuale.

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migliore immagine di sé. In conclusione, la casa permette di risparmiare energie cognitive perché 1) le aspettative sono ben note e rendono altamente prevedibili le relazioni, 2) i rapporti sono affettivi e riducono lo stress competitivo legato alla prestazione. 1.3 Mangiare fuori casa: definizione e considerazioni iniziali (la differenza dal mangiare a casa). Innanzitutto quando parlo di mangiare fuori casa faccio indistintamente riferimento a tutti i punti di ristoro “sul mercato”, anche se in fase di raccolta dati ho poi analizzato la specifica categoria del ristorante. Il mangiare fuori casa si presenta quindi come uno scambio di natura prevalentemente economica che pone in rapporto diretto cliente e proprietario, elementi costitutivi della relazione stretti da fiducia reciproca (il cliente accetta il piatto proposto e il ristoratore fa credito, facendosi pagare alla fine dello scambio senza chiedere prima all’avventore se è in grado di sostenere il conto) e i cui comportamenti vengono orientati in vista dei corrispettivi scopi (il cliente vuole mangiare e il ristoratore vuole ottenere un profitto economico). Detto ciò, proverò a circoscrivere gli elementi che costituiscono la prestazione - mangiare in un punto di ristoro - e cercherò di descrivere e spiegare le differenze che inevitabilmente si determinano tra l’atto del mangiare a casa e fuori casa. Innanzitutto mangiare fuori casa vuol dire trovarsi ogni volta in una situazione diversa, ogni volta in presenza di persone diverse che condividono lo spazio per lo stesso motivo oppure perchè vi stanno lavorando, e anche se si sceglie di andare sempre nello stesso ristorante comunque i comportamenti dei soliti camerieri saranno influenzati dagli altri clienti in quel momento presenti. Entrato in un locale l’individuo cerca per prima cosa di “etichettarlo”, di farlo rientrare cioè in una categoria conosciuta e coerente, richiamando le analogie e le similitudini con gli altri casi esperiti con lo scopo di definirne il tipo e adottare i codici comportamentali appropriati. Il secondo passo è il riscontro dei ruoli, il consenso operativo ( tra cliente e ristoratore) che ribadisce le posizioni e le funzioni delineando - in virtù dell’interpretazione che ad esse viene data dai soggetti dello scambio - anche i margini di libertà (posso fare una battuta al cameriere o è il caso che non sia troppo esigente visto che sono sommersi da lavoro? È una trattoria allegra e caciarona o si deve stare calmi e composti perché questa è l’atmosfera che si vuol creare nel locale?). 12
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Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe Di Eugenio
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Francesco Mattioli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 145

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