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influenza delle fibre d'acciaio sul comportamento flessionale del calcestruzzo fibrorinforzato

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Anteprima della tesi: influenza delle fibre d'acciaio sul comportamento flessionale del calcestruzzo fibrorinforzato, Pagina 6
Alla "opus caementicium",risalente all’anno zero, si possono ricondurre le primordiali 
forme di calcestruzzo così come lo conosciamo. Questa è una tecnica costruttiva 
utilizzata dagli antichi romani che si basa sull’utilizzo di calce aerea per la produzione 
di malte da costruzione, in seguito perfezionata con l’introduzione nel composito di 
pozzolana, come legante (nacquero così le malte idrauliche). 
 Da questo momento in poi il calcestruzzo è spesso stato additivato con elementi fibrosi 
che ne migliorassero la qualità, andando a contrastare la formazione di crepe e fessure. 
 Le fibre erano costituite principalmente da materiali di risulta quali paglia, fibre 
legnose, pelo di suini, di bovini o crine di cavallo. Fino agli inizi del XX secolo si sono 
addizionate malte e intonaci con questi materiali, dopodiché l’esigenza di trovare nuove 
soluzioni, che potessero rispondere alle esigenze antifessurative in modo industriale 
stimolò la ricerca verso nuovi materiali, da sostituire alle fibre fino ad ora utilizzate.  
Inizialmente una buona soluzione, sia da un punto di vista strutturale che di costi di 
produzione, sembrò potesse essere esser ricondotta all’utilizzo delle fibre d’amianto; 
furono poi abbandonate quando diventarono noti i danni che l’amianto comportava sulla 
salute umana.  
Sono gli anni 60, però, quelli che diedero il via a studi più concreti circa lo sviluppo di 
nuovi materiali da adottare come fibre costruttive, che potessero essere producibili 
industrialmente con costi contenuti e ovviamente senza effetti secondari sul benessere 
dell’uomo.  
Da allora la ricerca, nel campo delle fibre per conglomerati cementizi o a base di calce, 
ha provato con le tecnologie più disparate: furono sviluppate fibre in acciaio, fibre di 
vetro, fibre vegetali, fibre sintetiche e via via fino a soluzioni quali fibre in carbonio, 
basalto, alluminio o kevlar.  
Furono poi i progetti pioneristici effettuati negli USA che diedero un forte avvio 
all’utilizzo del calcestruzzo fibrorinforzato con l’accezione attuale. Tali progetti 
prevedevano la costruzione di opere quali le pavimentazioni per aeroporti, le barriere 
per la protezione delle darsene portuali e i rivestimenti temporanei delle gallerie 
minerarie realizzati con la tecnica dello “shotcrete”. 
L’FRC venne lentamente introdotto nel mercato europeo solo alla fi ne degli anni 
settanta, quando ancora non esistevano prescrizioni normative che regolamentassero 
l’impiego di tale materiale; ciononostante, il settore della prefabbricazione, assai diffuso 
in Europa e in particolar modo in Italia, iniziò dal principio a sfruttare i calcestruzzi 
rinforzati con fibre di acciaio (SFRC) esclusivamente nella realizzazione di elementi di 
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Informazioni tesi

  Autore: Benedetta Zagaglia
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università Politecnica delle Marche
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria Civile
  Relatore: Valeria Corinaldesi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 81

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Parole chiave

calcestruzzo
resistenza
duttilità
fibrorinforzato
mix design
fibre d'acciaio
prova a trazione indiretta
prova a flessione
prova a compressione
tencità

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